venerdì 18 novembre 2022

Boiling Point - Il disastro è servito

"Boiling Point - Il disastro è servito" di Philip Barantini. Con Stephen Graham, Vinette Robinson, Jason Flemyng, Ray Panthaki, Hannah Walters, Malachi Kirby, Alice Feetham, Laureen Ajufo e altri. Gran Bretagna 2021 ★★★★

Escludo che il film sia stato girato in un unico piano sequenza, come pure qualcuno ha affermato, però senz'altro l'effetto (notevole per la sensazione di immersione nella realtà che procura allo spettatore) è quello e il racconto si svolge in un'unica unità temporale: quella di una serata da incubo in un ristorante londinese alla moda, che inizia con l'arrivo, "puntualmente" in ritardo, dello chef, Andy, da qualche tempo alle prese con la separazione dalla moglie e che cerca disperatamente di mantenere un rapporto con il figlio piccolo, che sta forzatamente trascurando. Un incubo per tutti, personale di sala, diretto dalla figlia del proprietario, Beth, velleitaria quanto inetta, per non parlare di quello di cucina, dove la vice di Andy, Carly, tiene botta e copre Andy quando è alle prese con i suoi problemi privati o con le PR che deve intrattenere con i clienti di riguardo (proprio quella sera capita al ristorante l'odioso Alastair Skye, per cui un tempo lavorava, e ora star televisiva, che si è portato appresso una temuta quanto supponente critica gastronomica). In poche parole, tutto quello che può andare storto in un ristorante succede, secondo il copione della inesorabile Legge di Murphy, in questa terrificante serata prenatalizia, col locale affollato da una fauna altrettanto variegata come quella dietro al bancone del bar e nei meandri della cucina. Nell'elenco dei disastri che possono accadere, non manca quasi nulla: quando Andy arriva, trafelato, al locale, vi trova la visita di un ispettore dell'ufficio d'igiene che lo declassa per alcune magagne riscontrate; Carly gli comunica che ha ricevuto un'offerta di lavoro vantaggiosa che sta prendendo in considerazione visto che Beth, la manager, non ha ancora dato risposta a una richiesta di aumento di stipendio da parte dello staff; in cucina mancano alcuni ingredienti e fretta e rimedi improvvisati peggioreranno la situazione; lo chef si destreggia tra Skye, la cooking star televisiva, che lo ricatta perché a sua volta nei guai ma suo creditore perché gli ha prestato 200 mila sterline per aprire il ristorante; Freeman, il rotissier, accusa Andy apertamente di essere alcolizzato, di non aver licenziato uno sguattero lavativo perché lo rifornisce di cocaina e responsabile di tutto quel che non va; il punto di ebollizione (da cui il titolo) raggiunge il suo culmine quando una cliente finisce in shock anafilattico a causa di un'allergene di cui Beth era stata preventivamente informata al momento dell'ordinazione ma non correttamente inoltrato in cucina, insomma il cataclisma perfetto: non entro nei particolari, ma non finisce bene per il nostro eroe, lo chef Andy, uno strepitoso Stephen Graham, un grande attore, fin qui utilizzato pressoché soltanto come caratterista ma sempre autore di prestazioni eccellenti, che meriterebbe maggiori opportunità e ruoli più variati. Proprio alcuni giorni fa parlavo del mondo della ristorazione e dei suoi ritmi massacranti con un mio amico che vi lavorava negli anni Ottanta proprio a Londra, e altri ne ho attivi in quell'ambiente: Philip Barantini apre uno squarcio non convenzionale su di esso ma anche sulla clientela di un certo tipo di ristoranti e in generale di quella attuale (il tavolo degli influencer è un piccolo e memorabile saggio sull'imbecillità e la miseria umana di certi personaggi), specchio, del resto, dei tempi che viviamo; al contempo mette in scena un vero e proprio thriller dove protagonista non è la haute cuisine e le sue creazioni bensì i rapporti umani, di cui il nevrotico mondo della ristorazione è solo un aspetto; al contempo il regista fa in modo che nessuno dei personaggi cannibalizzi l'altro: il film è, in tutti i sensi, corale, e l'amalgama tra di essi perfettamente riuscito, bravo quindi sia il responsabile del casting, sia chi ha diretto un'intera brigata di attori così come un bravo chef dirige quella dei suoi collaboratori. Un esperimento davvero riuscito, senz'altro meglio della cena prenatalizia Chez Andy...

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