martedì 20 gennaio 2026

La mia famiglia a Taipei

"La mia famiglia a Taipei" (Left Handed Girl) di Shin-Ching Tsou. Con Shi-Yuan Ma, Janel TSAI, Nina Ye, Brando Huang, Akio Chen, Teng-Hui Huang, Xin-Hian Chao e altri. Taiwan, Francia, USA, GB 2025 ★★★1/2

Incoraggiante esordio alla regia per la sceneggiatrice taiwanese Shin-Ching Tsou, coadiuvata alla sceneggiatura, produzione e montaggio da Sean Baker, già Palma d'Oro a Cannes e vincitore di quattro Premi Oscar per Anora, insomma una garanzia, anche se la mano femminile si sente e si vede. Dopo Father Mother Sister Brother, ecco un altro film sui sempre complicati rapporti famigliari, questa volta in salsa cinese (per quanto formosana) e declinati al femminile: le figure maschili sono marginali quando non dannose. Come nel caso del nonno della protagonista assoluta, la deliziosa Nina Ye, che interpreta I-Jing, una vispa bimba di sei anni, mancina (come da titolo originale), il quale le impedisce di usare la mano sinistra perché considerata quella "del diavolo": pregiudizio idiota diffuso non solo nell'Occidente "cristiano", come si può constatare. I-Jing è giunta a Taipei, la capitale di Taiwan, assieme alla madre I-Ann, che per tenere in piedi la famiglia ha affittato una bancarella di noodles al mercato notturno, e alla sorella maggiore Shu-Fen, che invece lavora alla cassa di un altro locale dell'animata città isolana. Tra debiti, problemi con i genitori e incomprensioni tra le due donne, principalmente relativi alla dipendenza affettiva di I-Ann dall'ex marito, morente in ospedale per un tumore ai polmoni, il tutto quasi con gli occhi della bambina, che durante le sue incursioni nella dimensione variopinta del mercato scopre un mondo del tutto diverso da quello a cui era abituata in provincia, luccicante, affascinante e tutto da scoprire. Acuta osservatrice e senza filtri come tutti i bambini, specialmente quelli svegli, capta subito gli aspetti disfunzionali delle relazioni tra i suoi parenti, come anche la renitenza da parte della madre di I-Ann ad aiutare la figlia, benché non le manchino i danari, perché coinvolta in inconfessati traffici di contrabbando con gli USA. E' con l'arto maledetto, e che quindi agisce "sua sponte", che la bambina mette in atto la sua strategia rubando oggetti con cui pensa di contribuire alla soluzione dei problemi economici di questa famigliola tutta al femminile, ma sarà la stessa mano a impedire che la nonna finisca sotto inchiesta e in galera, perché durante una perquisizione da parte della polizia una busta contenente le prove del reato è sparita venendo in possesso di I-Jing. Nel frattempo I-Ann trova un nuovo compagno affidabile in un vicino di bottega mentre Shu-Fen rimane incinta del padrone del suo posto di lavoro e abortisce: il tutto viene alla luce, insieme alla sorpresa più grossa, quando tutti i protagonisti della storia si ritrovano riuniti alla festa per i 60 anni della "contrabbandiera", la madre di I-Ann, che a sua insaputa si scoprirà bisnonna anziché nonna di I-Jing, la protagonista assoluta di questo racconto apparentemente stravagante ma che racconta molto di una cultura sì diversa dalla nostra però per altri aspetti di fondo mica tanto. Per scoprire l'arcano, vi invito a vedere questo film perché è molto gradevole e ben fatto. 

Nessun commento:

Posta un commento