"No Other Choice - Non c'è altra scelta" di Park Chan-wook. Con Byung-Hun Lee, Je-jin Son, Sung-min Lee, Park Hui-sun, Jeong Yu-yeon, Yeom Hye-ran, Cha Seung-won e altri. Corea del Sud 2025 ★★★★1/2
Quando a proposito di Un inverno in Corea parlavo di un film di gusto giapponese nonostante il titolo, intendevo che quanto lì è detto con tocco lieve e tra le righe, in No Other Choice è espressionismo puro, esplicito, esagerata e paradossale, sia nella forma, sia nel contenuto, insomma autenticamente coreano, come lo è Park Chan-wook, uno dei maestri del rigoglioso cinema di quel Paese, l'autore di Oldboy, culmine della "Trilogia della vendetta" e del più recente Decision To Leave, per me un capolavoro, opere tra loro del tutto diverse, a conferma dell'eclettismo dell'autore. II film è la versione attualizzata (IA) di Cacciatore di teste di Costa Gavras del 2006, a sua volta tratto dal romanzo AX di Donald E. Westlake, e tra i produttori risultano anche moglie e figlia del grande regista greco: la storia è quella di un caporeparto di una cartiera specializzata in prodotti di alta qualità, un ingegnere che viene licenziato da un giorno con l'altro dopo 25 anni di lavoro dedicati all'azienda in seguito alla sua acquisizione da parte di un gruppo statunitense che con la consueta brutalità yankee procede alla riduzione delle "risorse umane": il nostro eroe aveva perfino cercato di evitare la drastica riduzione del personale e mal glie ne incolse. Una vita distrutta: la casa della sua infanzia acquistata con un mutuo ancora da estinguere, la serra dove cura amorevolmente le sue piante, l'unica altra sua passione oltre alla carta, la moglie, i due figli e due cani e il barbecue. Si ripromette di trovare nuovamente impiego nel suo ramo nel giro di tre mesi, che diventano sempre di più, tra ricerche ossessive, lavoretti squalificanti, colloqui umilianti, la happy family costretta a rivedere drasticamente il suo livello di vita, ma non molla, e la moglie è con lui. Fa domanda presso un'altra cartiera, perché è quella la sua specializzazione, ma scopre che ci sono due concorrenti che hanno più "titoli" di lui. Messo alle strette, rivede la sua strategia per trovare la maniera di superare la concorrenza: da lì in poi è un crescendo di situazioni paradossali e grottesche. Non rivelo come, ma alla fine raggiunge il suo scopo: in seguito a una serie di eventi a dir poco rocamboleschi di cui saranno protagonisti o profittatori sia lui sia la moglie e in qualche misura anche i figli, il campo verrà liberato e riuscirà a farsi assumere dalla ditta. Tornerà al lavoro ma sarà solo, a controllare, con un tablet, che l'intelligenza artificiale svolga in automatico tutto il delicato lavoro che prima svolgevano lui e i suoi colleghi di un tempo, frutto di decenni di esperienza loro e di secoli se non millenni di lavorazione della carta. Una parabola molto realistica, alla fine, di quello che è il sistema capitalistico-finanziario che domina il mondo, nonché dei suoi riflessi sulla mente delle sue vittime, che siamo tutti noi, che ne accettiamo la logica diventandone forzatamente complici, nonché un'ipotesi credibile del destino a cui stiamo andando incontro: dopo esserne diventati schiavi, lo saremo delle macchine che ne prenderanno dominio. No Other Choice: un'altra versione del mantra neoliberista TINA, There Is No Alternative.

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