"L'agente segreto" (O agente secreto) di Kleber Mendonça Filho. Con Wagner Moura, Carlos Francisco, Tânia Maria, Robério Diogenes, Maria Fernanda Cândido, Hermila Guedes, Gabriel Leone, Roney Villela, Alice Carvalho, Laura Lufési, Luciano Chirolli, Udo Kier, João Vitor Silva e altri. Brasile, Francia, Paesi Bassi, Germania 2025 ★★★★★👏
Perché non tornino i tempi bui della ventennale dittatura brasiliana (1964/1985), è cosa buona e giusta rievocarli e lo fa, rendendone con intensità l'angosciante atmosfera, L'agente segreto di Kleber Mendonça Filho, come già fece il collega Walter Selles con Io sono ancora qui, senz'altro uno dei migliori film visti lo scorso anno. Invece che nel Sud del Paese, tra Rio de Janeiro e San Paolo, qui siamo nel 1977, negli anni della presidenza di Ernesto Geisel, però nel periferico e sottosviluppato Nordeste, e precisamente a Recife, Stato del Pernambuco, dove dopo un viaggio di tre giorni su un Maggiolino VW giallo come ne giravano a centinaia di migliaia in quegli anni giunge Armando, che torna nella città natale sotto il falso nome di Marcelo dopo una lunga permanenza nel Sud, dove si era “mimetizzato” nella metropoli paulista. Lo ospita in un condominio abitato da altri personaggi che vivono sotto falsa identità Dona Sebastiana, un'anziana e vivace donna dalla lunga e avventurosa storia che aveva vissuto nell'Italia fascista, la quale cerca di tenerli lontano dalla attenzioni della polizia. Armando è tornato a Recife, dove è riuscito a farsi assumere all'archivio demografico municipale, allo scopo di recuperare i documenti di nascita originali della madre e di ricongiungersi col figlioletto, affidato e cresciuto dai nonni, ossia i genitori della moglie Fátima. Scopriremo nel prosieguo del racconto che si tratta di un ingegnere, docente e direttore di dipartimento nella locale Università, silurato a suo tempo per contrasti insanabili con un cinico e corrotto, oltre che razzista, imprenditore d'origine italiana, che era riuscito a far tagliare i fondi federali di ricerca in favore della sulla sua azienda energetica, e che sua moglie Fátima era una sua collega, e non la “segretaria compiacente”, scomparsa a suo tempo nel nulla dopo una furibonda lite con il losco personaggio. Che non gliel'ha perdonata e gli ha sguinzagliato dietro, ad anni di distanza, due sicari per eliminarlo. Il film è suddiviso in capitoli e il racconto assemblato come un mosaico tra flash-back e flash-forward che rendono comprensibile tutta la vicenda quando viene ricostruita a posteriori da due studentesse che al giorno d'oggi riascoltano i nastri registrati anni prima da Claudia, una giornalista che oltre a raccogliere le testimonianze dei perseguitati politici era in grado di procurare passaporti falsi per farli espatriare, e tra questi Armando/Marcelo assieme al figlio. Una di queste studentesse, originaria anche lei di Recife, contatterà il figlio di Armando, diventato medico, il quale esercita in un centro di donazione del sangue che ha sede in quello che era il cinema dove il nonno che l'aveva cresciuto, Alexandre, suocero del padre, faceva il proiezionista, e dove Armando aveva rilasciato le sue testimonianze "a futura memoria" a Claudia prima di tentare di lasciare il Paese: non gli riuscirà. Come si può capire, a dispetto del titolo non si tratta propriamente di una storia di spionaggio, anche se mistero, sotterfugi e azione, anche violenta, non mancano, ma la vicenda è emblematica di altre migliaia di simili ed è raccontata con taglio giornalistico (professione del resto esercitata in passato dal regista) con grande efficacia. Il ritmo è sostenuto, gli interpreti tutti bravissimi: al protagonista, il bahiano Wagner Moura, conosciuto internazionalmente soprattutto per aver dato il volto a Pablo Escobar nella serie Narcos, il regista ha affiancato delle attrici molto note in Brasile (Maria Fernanda Cândido anche da noi), ma il più grande merito del film, oltre al fatto di riportare alla memoria quel che succedeva in quegli anni nell'intero Continente sudamericano, è il modo in cui riesce a immergere lo spettatore in quella realtà e nel clima di eterna incertezza e paura di quell'epoca in una parte del mondo a cui molti di noi sono particolarmente legati, per ricordi e per esperienza personale che sono, alla luce degli eventi attuali, meno remoti di quel che possa apparire.

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