lunedì 19 ottobre 2020

Lasciami andare

"Lasciami andare" di Stefano Mordini. Con Stefano Accorsi, Maya Sansa, Serena Rossi, Valeria Golino, Antonia Truppo, Musella, Elio De Capitani, Lino Musella, Ludovico Benedetti e altri. Italia 2020 ★★½

Ed ecco nuovamente in pista Stefano Mordini che, dopo Il testimone invisibile uscito due anni fa, ha l'occasione di confermsi un abile tessitore di noir piuttosto anomali, con un elemento fantastico e di mistero che non guasta al racconto. Qui anche l'ambientazione è quella giusta: una Venezia vera, per una volta non cartolinesca, che vede protagonista Marco, un ingegnere edile sui quarant'anni, un sempre più pacato e credibile Stefano Accorsi, in giro per cantieri di stabili da sanare ed eventualmente ristrutturare, la cui nuova compagna, Anita (Serena Rossi, cantante in un locale della città), è in attesa del primo figlio. Marco ne ha già avuto uno, Leo, scomparso all'età di cinque anni per un disgraziato incidente avvenuto nella bella casa sul Canal Grande che abitava con l'ex moglie Clara (Maya Sansa), e non si è mai liberato da quell'incubo che ha segnato la coppia e portato alla separazione. A un tratto compare sulla scena una ricca imprenditrice, Perla Gallo (Valeria Golino), che ha acquistato lo stabile dove abitava la famigliola, che lo contatta con insistenza raccontandogli che suo figlio, Giacomo, che dorme nella stessa camera che era di Leo, ne sente ancora la presenza e ne è impaurito. Prima Marco, razionale com'è, non vuole saperne di queste suggestioni ma in seguito, dopo un lungo colloquio con suo padre, uno studioso di filosofie e religioni orientali (Elio De Capitani: sempre un grande!) e pressato da Clara, si lascia convincere a tornare nella vecchia abitazione per verificare l'esistenza di una qualche presenza: la casa, peraltro, già si prestava ai misteri, per via di un raro fenomeno ottico per cui la luce filtrava nella stanza di Leo con un effetto da camera oscura proiettando sui muri le immagini del Canalazzo. Da qui la vicenda da un lato prende una piega parapsicologica, compreso l'incontro con un sensitivo che conferma la presenza di Leo sotto una qualche forma di energia e dei suoi desideri, dall'altro cala sempre più nel reale, sia perché racconta l'incidenza di tutta la vicenda sulla vita e sulle relazioni dei personaggi principali rilevandone i rispettivi caratteri e sensibilità, sia perché Marco riesce a smascherare anche il gioco, e dunque le vere intenzioni (quindi ancora una volta l'identità) della misteriosa acquirente dell'appartamento in cui un tempo viveva con quella che era la sua famiglia e, nel contempo, anche liberarsi da un senso di colpa che, dopo l'incidente del figlio, era diventato insopportabile da sostenere. Un fluttuare sospesi tra presente, passato e futuro che comunque ha una sua verosimiglianza, che si rispecchia nella autenticità dei personaggi, tutti interpretati da attori all'altezza della situazione. Una regia pulita, meticolosa, che in un racconto tutto sommato lineare riesce a immettere più di un elemento di mistero e di sorpresa al momento giusto, mantenendo viva l'attenzione dello spettatore che non fatica a entrare nei panni dei vari soggetti, e immergersi nell'atmosfera che aleggia, tra realtà e immaginazione. Un buon film. 

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