martedì 6 novembre 2018

Italoargentinità -1


"Mi ci metto anch'io, se vuoi, ma qui siamo tutti degli irresponsabili. Prendiamo a calci la scacchiera, ci facciamo lo sgambetto da soli, ci lamentiamo troppo, ci crediamo importanti e disprezziamo coloro che ci criticano. Siamo un paese Giardini d'Infanzia come ci definì Maria Elena Walsh, te lo ricordi? 
"Qui siamo agnostici ma cattolici mariani; siamo liberi pensatori ma censurati e con vocazione di censori; siamo democratici ma autoritari; qui i liberali sono conservatori; i radicali sono moderati; i rivoluzionari sono deliranti; ci sono socialisti di destra; i comunisti hanno appoggiato Videla; i partiti popolari dono stati contro il peronismo... Qui soltanto i fascisti sono coerenti, perché sono razzisti, assassini e figli di puttana, ma sono sempre uguali e non hanno mai dubbi.
"Che brutta cosa essere argentino! Che lavoro difficile!"  (Paola Domeniconelle, una nipote di Angela Stracciattivaglini

Da Sant'Uffizio della Memoria di Mempo Giardinelli, 1991. Prima edizione italiana febbraio 2016, Eliot - Lit edizioni.

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