sabato 28 giugno 2014

Thermae Romae

"Thermae Romae" (テルマエ・ロマエ) di Hideki Takeuchi. Con Hiroshi Abe, Aya Ueto, Kazuki Kitamura, Riki Takeuchi, Kai Shishido e altri. Giappone 2012 ★★★★
Che il cinema giapponese avesse una componente surreale era noto, che fosse dotato anche di una notevole vis comica, che non gli conoscevamo, lo testimonia questo film esilarante e godibilissimo, campione d'incassi in patria, tratto da un manga di grande successo di Tamazaki Mari edito anche in Italia, girato parzialmente a Cinecittà con figuranti e personale italiano. Presentato al Far East Festival di Udine del 2012 e distribuito dalla friulana Tucker Film, esce con un anno di ritardo sul calendario previsto, e racconta le vicende di un architetto termalista romano, Lucius Modestus, in cerca di ispirazione per essere all'altezza della concorrenza nella corsa degli imperatori a superarsi a vicenda nella costruzione di sempre più mirabolanti e lussuosi bagni pubblici. L'ispirazione la trova, involontariamente, quando, ispezionando il fondo di una vasca, entra in un gorgo spazio-temporale venendo catapultato nella vasca di uno stabilimento balneare giapponese del giorno d'oggi dove, oltre a entrare in contatto con quelli che ritiene gli abitanti di una specie di mondo parallelo di schiavi con gli occhi allungati e particolarmente evoluti, fa la conoscenza con tecnologie che gli sono completamente estranee (lascio immaginare la scoperta di urinatoi dotati di sensori termici, tazze con schizzo automatico incorporato, il tubo della doccia) e le ripropone una volta risvegliatosi nella antica Roma, dove in breve tempo diviene l'architetto più affermato e prediletto dall'imperatore Adriano, che salva dalla depressione per la morte dell'amato Antinoo ricreando un ambiente che si ispira al Nilo, luogo dove l'imperatore filosofo e architetto a sua volta (vedi la villa di Tivoli) fu felice con l'amore della sua vita. Mentre proseguono i suo viaggi avanti e indietro nel tempo, di cui capisce solo con il passare del tempo che vengono innescati nelle situazioni in cui versa delle lacrime, Lucius si ritrova coinvolto nelle vicende politiche romane e in particolare nelle guerre in Pannonia che tengono occupato Adriano e nella sua successione che vede inizialmente favorito Celonio, detestato da Lucius, e che, grazie al suo intervento e a quello di una ragazza giapponese, autrice di manga senza successo nonché inserviente nel bagno termale di famiglia, di suo padre e di una combriccola di allegri vecchietti clienti abituali, volgerà a favore del probo Antonino Pio. Il film gioca su alcune similitudini tra Roma antica e il Giappone di oggi, dal fatto di essere tecnologicamente all'avanguardia al ruolo che le terme svolgono nelle relazioni umane e a favore della felicità e del benessere dell'uomo; non cade mai nella volgarità anche se l'umorismo non è dei più raffinati: sembra di essere dalle parti del miglior Mel Brooks. I personaggi sono doppiati in italiano quando non si esprimono in un latino tanto maccheronico quanto comprensibile (forse) a chiunque, i protagonisti in Giappone sono delle star di primo piano e riescono a essere persino credibili come romani antichi, e anche rispetto alla storia siamo lontani dalle beceraggine, dal luogo comune e dall'ignoranza dei film hollywoodiani: almeno i giapponesi si documentano, anche prima di girare un film comico, e mostrano rispetto. Da vedere per divertirsi in un panorama estivo più squallido del solito. E' già uscita in Giappone la seconda parte (già presentata con grande successo di pubblico e critica all'edizione di quest'anno del Far East Festival) ed è già previsto un ulteriore sequel.

mercoledì 25 giugno 2014

Lo specchio


Vado ormai ripetendo da anni, in buona compagnia di "venerati maestri" come Eduardo Galeano, Osvaldo Soriano e Gianni Brera, come il gioco del calcio sia metafora della vita; inoltre tende a riflettere la realtà di un Paese, con le sue caratteristiche in positivo e in negativo, vizi e virtù. Così l'eliminazione della nazionale italiana dal Mondiale brasiliano già nella fase a gironi testimonia da un lato il livello penoso in cui è caduto il nostro calcio, ribadendo la pochezza già mostrata quattro anni fa in Sudafrica; dall'altro lo stato generale di questo Paese. La squadra che ieri è stata giustamente sconfitta da un Uruguay assai modesto ma se non altro compatto e con le idee chiare durante la partita più squallida vista finora dall'inizio del torneo, né e il ritratto: sconclusionata, indolente, paurosa, raffazzonata, stucchevole, velleitaria, piagnona, priva di carattere, senza nerbo e orgoglio (alla faccia di un impegno patriottico sbandierato alla vigilia), messa in piedi in maniera improbabile assemblando vecchi "eroi" ormai spompati del Mondiale vinto in Germania nel 2006 e giovani arroganti, dal talento soltanto virtuale, presuntuosi quanto smidollati, lo specchio di chi governa il Paese, a cominciare dal vecchio impostore che occupa la carica di capo dello Stato, rieletto abusivamente da un parlamento a sua volta votato con una legge dichiarata incostituzionale, e che si sveglia oggi per lamentarsi dei pastrocchi contenuti nei decreti legge di qui questo come tutti i governi precedenti fa ampio abuso, per finire col suo giovane pupillo, il terzo presidente del consiglio non eletto e uscito dal cilindro quirinalizio, lo sbruffone e parolaio fiorentino circondato dalle sue cheerleaders travestite da ministre di questa repubblica delle banane: altro che Costarica, per rimanere in ambito calcistico. Non si vede perché il calcio, nel marasma in cui allegramente sprofonda la Terra dei Cachi, debba fare eccezione. Al prossimo Mondiale in Russia nel 2018, ammesso che l'eccellenza pallonara nazionale sia in grado di qualificarsi.

lunedì 23 giugno 2014

Feet on Fire e Stones Forever


ROMA - The Day After l'EVENTO, rompo una tradizione, rinunciando a pubblicare la scaletta del concerto dei Rolling Stones di ieri sera al Circo Massimo, e anche alla recensione, per la quale rinvio a quella puntuale di Massimo Del Papa, che scrive in modo professionale le stesse cose che avrei detto io, con la differenza che a me si obietterebbe di non essere... obiettivo; il "poeta della cronaca", come l'ha definito una mia cara amica, la mia fustigatrice preferita, al cui post di ieri rispondo con questa mail pubblica.
"Come ogni tossico sono già in crisi di astinenza; i ricordi sono dolci, venati di quel po’ (tanta, in verità) di malinconia legata inevitabilmente ai pensieri che è normale farsi: sono passati 52 anni di carriera per loro; 25  i concerti partecipati (è  Gianni “Gibson" che segue il conteggio dei 'miei': lui è a quota 20, perseguitato inconsciamente dal timore di non riuscire a raggiungere il mio score; un altro nostro conoscente cubano-americano, Frank, a 54…); 44 anni dalla “prima volta” (prima perfino dell’altra “prima volta”); loro hanno passato i 70, salvo Ronnie, e io e i miei compari siamo ormai a un passo dai sessanta. Mi chiedeva Gibson, ieri sera, con aria sinceramente smarrita poco prima dell’inizio del concerto: 'Ma quando non ci saranno più, cosa faremo?' E io 'Andiamo a Monaco, ci chiudiamo in un Biergarten e beviamo fino a quando devono portarci via morti'. Poi è uscito Keith e ha incendiato la platea col riff di 'Jumpin’ Jack Flash', per l’appunto. On fire. E la cosa più impressionate è stata vedere la soddisfazione dei più giovani, all’inizio scettici o solo curiosi, letteralmente fulminati, inchiodati lì, calamitati, sotto ipnosi. Non è una questione (solo) di bravura tecnica, né di suggestione, né di magheggi o trasgressione (ammaestrata): soldi, business, tutto quello che volete, ma la gente percepisce energia, amalgama, e una cosa che gli altri non hanno: l’anima. Gli U2, Springsteen, non sanno nemmeno cosa sia. A suo modo, perché musicalmente il reggae non è del tutto il mio genere, ce l’aveva Bob Marley, che non a caso era molto legato agli Stones e ai Glimmer Twins in particolare; oppure John Lennon (stessa cosa) e non certo il suo amico/nemico/compare Paul McCartney. Ha scritto una mia conoscente: 'Li seguo dal 1966 e non mi hanno mai tradito una volta'. E’ la pura e semplice verità. Non hanno mai e poi mai tradito il loro pubblico, con cui, nonostante siano dipinti come altezzosi, distanti, menefreghisti sono sempre stati disponibili, generosi, sinceri, simpatici, complici, perfino affettuosi, di un'affettuosità un po' rude ma vera, perché possiedono un linguaggio con cui riescono a comunicare al di là della lingua e di tutte le possibili diversità. E’ un pubblico particolare e universale quello degli Stones, e il feeling con la band, anche se molto più potente (potere della musica, appunto), è simile a quello che lega in particolare gli interisti (che non sono soltanto milanesi, anzi: non per nulla la ragione sociale è F.C. Internazionale Milano) alla Beneamata molto più visceralmente che altri tifosi alla loro squadra. Forse solo a Liverpool c’è uno spirito simile d’appartenenza. Anche Mourinho è un professionista, una 'puttana', se vuoi, che sa vendersi molto bene, come Jagger del resto, che da bravo ex studente della LSE è quello che segue il lato-affari della band, ed è stato nostro allenatore per sole due stagioni, ma il rapporto che si è creato immediatamente con lui (e che lo lega, ne sono certo, al mondo nerazzurro) va molto oltre alla gratitudine eterna per la magica stagione del 'Triplete'. Fin dal suo: 'Non sono un pirla' pronunciato durante prima intervista appena arrivato a Milano. Sono cose che vanno oltre la comprensione razionale, se vogliamo, ma è così. E non è nemmeno una questione di identificazione: anche tu ti stupivi come uno tutto sommato 'regolare' come me potesse avere come punto di riferimento Keith Richards, eppure ciò che mi ha sempre legato a lui, perfino quando lo conoscevo soltanto in fotografia, è l’affetto che si prova per un fratello maggiore a cui si vuole bene. E non ha mai avuto a che fare con l’infatuazione, l’idolatria, il divismo (lui, introverso e umbratile com’è, è l’antidivo per eccellenza, e non per antipatia ma per timidezza congenita: è migliorato, e molto, imparando a conviverci, con l’età): non mi sono mai messo a urlare vedendolo suonare, per fare un esempio, o come certe fan del suo compare 'Brenda' Jagger, né lo fanno i suoi fan (termine che suona fuori luogo, in questo strano rapporto); quando ho avuto modo, in due occasioni, di trovarmelo davanti di persona e non sul palco, non gli ho nemmeno chiesto un'autografo: una volta, a Venezia, l'ho lasciato pranzare in pace con sua moglie Patti senza sognarmi di importunarlo; l'altra gli ho stretto la mano, ringraziandolo. Riconoscente. Analogamente proprio Gibson ieri mi ha raccontato di avere avuto modo di conoscere di persona Mick Taylor, offrirgli una birra e una sigaretta e di  essersi limitato a dirgli, nel camerino: 'Thank you to be real'. E non credo nemmeno che io in qualche modo abbia delegato a Keith le mie mancate trasgressioni o la realizzazione dei miei sogni. Ne ammiro la tenacia, la passione, il carattere, l’anima, lo spirito, che è qualcosa che hai o non hai. O meglio: sei o non sei capace di trasmettere. C’è l’affetto, la riconoscenza e c’è il rispetto per la persona. Questo è tutto: due ore di libera uscita da noi stessi, come ha icasticamente chiosato Massimo Del Papa proprio da te citato. It's Only Rock and Roll but I Like It, è stato detto e ripetuto fino allo sfinimento, l’eterno panem et circenses, tutto quello che volete, ma quando ci sono di mezzo loro è qualcosa di molto più complesso, un’altra forma di comunicazione, molto meno sofisticata e metafisica di quel che si pensi ma più viscerale, sanguigna, magnetica. Viva anche quando celebra, magari irridendola, la morte,  prossima e inevitabile. Perché, con loro, resterà una traccia anche di noi e di quello che siamo stati”. 

venerdì 20 giugno 2014

E non c'è niente da capire...

      ANSA - ULTIMA ORA


      Delrio assisterà a Italia-Costarica





Sottosegretario presidenza Consiglio con n.1 CONI Malagò



(ANSA) - RECIFE (BRASILE), 19 GIU - Ci sarà anche Graziano Delrio a tifare domani per l'Italia a Recife nella seconda partita degli azzurri al mondiale contro il Costarica. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio (con delega allo sport) è partito da Roma con il presidente del Coni Giovanni Malagò e il segretario generale Roberto Fabbricini. I tre arriveranno in Brasile quando in Italia sarà notte fonda e ripartiranno per Roma subito dopo la partita.

Chi ben comincia è a metà dell'opera


In un Paese di smemorati, ogni tanto è utile ricordare da dove viene tutta questa smania di riformare Costituzione ("la più bella del mondo"),  istituzioni e legge elettorale con il proposito di "dare una scossa" alla nazione e quali sono le idee che la sottendono. Riforme che Matteo Renzi ha concordato con Silvio Berlusconi, tessera P2 1816. Certo, un presidenzialismo come proposto dal pregiudicato, magari a vita, sarebbe la ciliegina sulla torta che nemmeno il Maestro Venerabile aveva l'ardire di proporre...


* Testo integrale del "Piano di Rinascita democratica", della Loggia P2, sequestrato a M. Grazia Gelli nel luglio 1982 

PREMESSA
1) L' aggettivo democratico sta a significare che sono esclusi dal presente piano ogni movente od intenzione anche occulta di rovesciamento del sistema
2) il piano tende invece a rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati, ai cittadini elettori.
3) Il piano si articola in una sommaria indicazione di obiettivi, nella elaborazione di procedimenti - anche alternativi - di attuazione ed infine nell'elencazione di programmi a breve, medio e lungo termine.
4) Va anche rilevato, per chiarezza, che i programmi a medio e lungo termine prevedono alcuni ritocchi alla Costituzione successivi al restauro delle istituzioni fondamentali.

OBIETTIVI
1) Nell'ordine vanno indicati:

a) i partiti politici democratici, dal PSI al PRI, dal PSDI alla DC al PLI (con riserva di verificare la Destra Nazionale)
b) la stampa, escludendo ogni operazione editoriale, che va sollecitata al livello di giornalisti attraverso una selezione che tocchi soprattuttto: Corriere della Sera, Giorno, Giornale, Stampa, Resto del Carlino, Messaggero, Tempo, Roma, Mattino, Gazzetta del Mezzogiorno, Giornale di Sicilia, per i quotidiani; e per i periodici: Europeo, Espresso, Panorama, Epocaa, Oggi, Gente, Famiglia Cristiana. La RAI-TV va dimenticata.
c) i sindacati, sia confederali CISL e UIL, sia autonomi, nella ricerca di un punto di leva per ricondurli alla loro naturale funzione anche al prezzo di una scissione e successiva costituzione di una libera associazione dei lavoratori;
d) il Governo, che va ristrutturato nella organizzazione ministeriale e nella qualita' degli uomini da proporre ai singoli dicasteri;
e) la magistratura, che deve essere ricondotta alla funzione di garante della corretta e scrupolosa applicazione delle leggi;
f) il Parlamento, la cui efficienza e' subordinata al successo dell'operazione sui partiti politici, la stampa e i sindacati.

2) Partiti politici, stampa e sindacati costituiscono oggetto di sollecitazioni possibili sul piano della manovra di tipo economico finanziario.
La disponibilta' di cifre non superiori a 30 o 40 miliardi sembra sufficiente a permettere ad uomini di buona fede e ben selezionati di conquistare le posizioni chiave necessarie al loro controllo.
Governo, Magistratura e Parlamento rappresentano invece obiettivi successivi, accedibili soltanto dopo il buon esito della prima operazione, anche se le due fasi sono necessariamente destinate a subire intersezioni e interferenze reciproche, come si vedra' in dettaglio in sede di elaborazione dei procedimenti.

3) Primario obiettivo e indispensabile presupposto dell'operazione e' la costituzione di un club (di natura rotariana per l'etereogenita' dei componenti) ove siano rappresentati, ai migliori livelli, operatori, imprenditoriali e finanziari, esponenti delle professioni liberali, pubblici amministratori e magistrati, nonche' pochissimi e selezionati uomini politici, che non superi il numero di 30 o 40 unita'.
Gli uomini che ne fanno parte debbono essere omogenei per modo di sentire, disinteresse, onesta' e rigore morale, tali cioe' da costituire un vero e proprio comitato di garanti rispetto ai politici che si assumeranno l'onere dell'attuazione del piano e nei confronti delle forze amiche nazionali e straniere che lo vorranno appoggiare. Importante e' stabilire subito un collegamento valido con la massoneria internazionale.


PROCEDIMENTI
1) Nei confronti del mondo politico occorre:

a) selezionare gli uomini - anzitutto - ai quali puo' essere affidato il compito di promuovere la rivitalizzazione di ciacuna rispettiva parte politica (per il PSI, ad esempio, Mancini, Mariani e Craxi; per il PRI: Visentini e Bandiera; per il PSDI: Orlandi e Amidei; per la DC: Andreotti, Piccoli, Forlani, Gullotti e Bisaglia; per il PLI: Cottone e Quilleri; per la Destra Nazionale (eventualmente): Covelli);
b) in secondo luogo valutare se le attuali formazioni politiche sono in grado di avere ancora la necessaria credibilita' esterna per ridiventare validi strumenti di azione politica;
c) in caso di risposta affermativa, affidare ai prescelti gli strumenti finanziari sufficienti -con i dovuti controlli- a permettere loro di acquisire il predominio nei rispettivi partiti;
d) in caso di risposta negativa usare gli strumenti finanziari stessi per l'immediata nascita di due movimenti: l'uno, sullasinistra (a cavallo fra PSI-PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l'altro sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali, e democratici della Destra Nazionale). Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti clubs promotori composti da uomini politici ed esponenti della societa' civile in proporzione reciproca da 1 a 3 ove i primi rappresentino l'anello di congiunzione con le attuali parti ed i secondi quello di collegamento con il mondo reale.
Tutti i promotori debbono essere inattaccabili per rigore morale, capacita', onesta' e tendenzialmente disponibili per un'azione poltica pragmatistica, con rinuncia alle consuete e fruste chiavi ideologiche. Altrimenti il rigetto da da parte della pubblica opinione e' da ritenere inevitabile.

2) Nei confronti della stampa (o, meglio, dei giornalisti) l'impiego degli strumenti finanziari non puo', in questa fase, essere previsto nominatoivamente. Occorrera' redigere un elenco di almeno 2 o 3 elementi, per ciascun quotidiano o periodico in modo tale che nessuno sappia dell'altro. L'azione dovra' essere condotta a macchia d'olio, o, meglio, a catena, da non piu' di 3 o 4 elementi che conoscono l'ambiente.
Ai giornalisti acquisti dovra' essere affidato il compito di "simpatizzare" per gli esponenti politici come sopra prescelti in entrambe le ipotesi alternative 1c e 1d.
In un secondo tempo occorrera':
a) acquisire alcuni settimanali di battaglia;
b) coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso una agenzia centralizzata;
c) coordinare molte TV via cavo con l'agenzia per la stampa locale;
d) dissovere la RAI-TV in nome della liberta' di antenna ex art. 21 Costit.

3) Per quanto concerne i sindacati la scelta prioritaria e' fra la sollecitazione alla rottura, seguendo cioe' le linee gia' esistenti dei gruppi minoritari della CISL e maggioritari dell'UIL, per poi agevolare la fusione con gli autonomi, acquisire con strumenti finanziari di pari entita' i piu' disponibili fra gli attuali confederati allo scopo di rovesciare i rapporti di forza all'interno dell'attuale trimurti.
Gli scopi reali da ottenere sono:
a) restaurazione della liberta' individuale, nelle fabbriche e aziende in genere per consentire l'elezione dei consigli di fabbrica, con effettive garanzie di segretezza del voto;
b) ripristinare per tale via il ruolo effettivo del sindacato di collaboratore del fenomeno produttivo in luogo di quello legittimamente assente di interlocutore in vista di decisioni politiche aziendali e governative.
Sotto tale profilo, la via della scissione e della successiva integrazione con gli autonomi sembra preferibile snche ai fini dell'incidenza positiva sulla pubblica opinione di un fenomeno clamoroso come la costituzione di un vero sindacato che agiti la bandiera della liberta' di lavoro e della tutela economica dei lavoratori. Anche in termini di costo e' da prevedere un impiego di strumenti finanziari di entita' inferiori all'altra ipotesi.

4) Governo Magistratura e Parlamento
E' evidente che si tratta di obiettivi nei confronti dei quali i procedimenti divengono alternativi in varia misura a seconda delle circostanze .
E' comunque intuitivo che, ove non si verifichi la favorevole circostanza di cui in prosieguo, i tempi brevi sono - salvo che per la Magistratura - da escludere essendo i procedimenti subordinati allo sviluppo di quelli relativi ai partiti, alla stampa e ai sindacati, con la riserva di una piu'rapida azione nei confronti del Parlamento ai cui componenti e' facile estendere lo stesso modus operandi gia' previsto per i partiti politici.
Per la Magistratura e' da rilevare che esiste gia' una forza interna (la corrente di magistratura indipendente della Ass. Naz. Mag.) che raggruppa oltre il 40% dei magistrati italiani su posizioni moderate.
E' sufficiente stabilire un accordo sul piano morale e programmatico ed elaborare una intesa diretta a concreti aiuti materiali per poter contare su un prezioso strumento, gia' operativo nell'interno del corpo anche al fine di taluni rapidi aggiustamenti legislativi che riconducano la giustizia alla sua tradizionale funzione di elementi di equilibrio della societa' e non gia' di eversione.
Qualora invece le circostanze permettessero di contare sull'ascesa al Governo di un uomo politico (o di un'equipe) gia' in sintonia con lo spirito del club e con le sue idee "ripresa democratica", e' chiaro che i tempi dei procedimenti riceverebbero una forte accelerazione anche per la possibilita' di attuare subito il programma di emergenza e quello a breve termine in modo contestuale all'attuazione dei procedimenti sopra descritti.
In termini di tempo cio' significherebbe la possibilita' di ridurre a 6 mesi e anche meno il tempo di intervento, qualora sussista il presupposto della disponibilita' dei mezzi finanziari.


PROGRAMMI
Per programmi si intende la scelta, in scala di priorita', delle numerose operazioni in forma di:
a) azioni di comportamento politico ed economico;
b) atti amministrativi (di Governo);
c) atti legislativi; necessari a ribaltare - in concomitanza con quelli descritti in materia di procedimenti - l'attuale tendenza di sfascimento delle istituzione e, con essa, alla disottemperanza della Costituzione i cui organi non funzionano piu' secondo gli schemi originali. Si tratta, in sostanza, di "registrare" - come nella stampa in tricromia - le funzioni di ciascune istituzione e di ogni organo relativo in modo che i rispettivi confini siano esattamente delimitati e scompaiano le attuali aree di sovrapposizione da cui derivano confusione e indebolimento dello Stato.
A titolo di esempio, si considerano due fenomeni:
1) lo spostamento dei centri di potere reale dal Parlamento ai sindacati ed al Governo ai padronati multinazionali con i correlativi strumenti di azione finanziaria. Sarebbero sufficienti una buona legge sulla programmazione che rivitalizzi il CNEL e una nuova struttura dei Ministeri accompagnate da norme amministrative moderne per restituire ai naturali detentori il potere oggi perduti;
2) l'involuzione subita dalla scuola negli ultimi 10 anni quale risultante di una giusta politica di ampliamento dell'area di istruzione pubblica, non accompagnata pero' dalla predisposizione di corpi docenti adeguati e preparati nonche' dalla programmazione dei fabbisogni in tema di occupazione.
Ne e' conseguente una forte e pericolosa disoccupazione intellettuale - con gravi deficenze invece nei settori tecnici nonche' la tendenza a individuare nel titolo di studio il diritto al posto di lavoro. Discende ancora da tale stato di fatto la spinta all'egualitarismo assolto (contro la Costituzione che vuole tutelare il diritto allo studio superiore per i piu' meritevoli) e, con la delusione del non inserimento, il rifugio nella apatia della droga oppure nell'ideologia dell'eversione anche armata. Il rimedio consiste: nel chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio - posto di lavoro; nel predisporre strutture docenti valide; nel programmare, insieme al fenomeno economico, anche il relativo fabbisogno umano; infine nel restaurare il principio meritocratico imposto dalla Costituzione.
Sotto molti profili, la definizione dei programmi intersechera' temi e notazioni gia' contenute nel recente Messaggio del Presidente della Repubblica - indubbiamente notevole - quale diagnosi della situazione del Paese, tenendo, pero', ad indicare terapie piu' che a formulare nuove analisi.
Detti programmi possono essere esecutivi - occorrendo - con normativa d'urgenza (decreti legge).
a) Emergenza a breve termine . Il programma urgente comprende, al pari degli altri provvedimenti istituzionali (rivolti cioe' a "registrare" le istituzioni) e provvedimenti di indole economico-sociale.
a1) Ordinamento giudiziario: le modifiche piu' urgenti investono:
- la responsabilita' civile (per colpa) dei magistrati;

- il divieto di nomina sulla stampa i magistrati comunque investiti di procedimenti giudiziari;
- la normativa per l'accesso in carriera (esami psicoattitudinali preliminari);
- la modifica delle norme in tema di facolta' liberta' provvisoria in presenza dei reati di
eversione - anche tentatata - nei confronti dello Stato e della Costituzione, nonche' di
violazione delle norme sull'ordine pubblico, di rapina a mano armata, di sequestro di
persona e di violenza in generale.
a2) Ordinamento del Governo
1 - legge sulla Presidenza del Consiglio e sui Ministeri (Cost. art. 95) per determinare
competenze e numero (ridotto, con eliminazione o quasi dei Sottosegretari);
2 - legge sulla programmazuone globale (Cost. art. 41) incentrata su un Ministero
dell'economia
che ingloba le attuali strutture di incentivazione (Cassa Mezz. - PPSS -
Mediocredito Industria - Agricoltura), sul CNEL rivitalizzato quale punto d'incontro delle
forze sociali e sindacali, imprenditoriali e culturali e su procedure d'incontro con il
Parlamento e le Regioni;
3 - riforma dell'amministrazione (Cost. artt. 28 -97 - 98) fondato sulla teoria dell'atto
pubblico non amministrativo, sulla netta separazione della responsabilta' politica da
quella amministrativa che diviene personale (istituzione dei Segretari Generali di Ministero)
e sulla sostituzione del principio del silenzio-rifiuto con quello del silenzio-consenso;
4 - definizione della riserva di legge nei limiti voluti e richiesti espressamente dalla
Costituzione e individuazione delle aree di normativa secondaria (regolamentare) in ispecie
di quelle regionali che debbono essere obbligatoriamente limitate nell'ambito delle leggi
cornice.
a3) Ordinamento del Parlamento
1) ripartizione di fatto, di competenze fra le due Camere (funzione politica alla CD e funzione economica al SR);
2) modifica (gia' in corso) dei rispettivi Regolamenti per ridare forza al principio del rapporto (Cost. art. 64) fra maggioranza-Governo da un lato, e opposizione, dall'altro, in luogo della attuale tendenza assemblearistica;
3) adozione del principio delle sessioni temporali in funzione di esecuzione del programma
governativo
.

b) Provvedimenti economico-sociali
b1) abolizione della validita' legale dei titoli di studio (per sfollare le universita' e dare il tempo di elaborare una seria riforma della scuola che attui i precetti della Costituzione);
b2) adozione di un orario unico nazionale di 7 ore e 30' effettive (dalle 8,30 alle 17) salvi i
turni necessari per gli impianti a ritmo di 24 ore, obbligatorio per tutte le attivita' pubbliche e  private;
b3) eliminazione delle festivita' infrasettimanali e dei relativi ponti (salvo 2 giugno - Natale
- Capodanno e Ferragosto) da riconcedere in un forfait di 7 giorni aggiuntivi alle ferie annuali di diritto;
b4) obbligo di attuare in ogni azienda ed organo di Stato i turni di festivita' - anche per
sorteggio - in tutti i periodi dell'anno, sia per annualizzare l'attivita' dell'industria turistica,
sia per evitare la "sindrome estiva" che blocca le attivita' produttive;
b5) revisione della riforma tributaria nelle seguenti direzioni:
1 - revisione delle aliquote per i lavoratori dipendenti aggiornandole al tasso di svalutazione 1973-76;
2 - nettizzazione all'origine di tutti gli stipendi e i salari delle P.A. (onde evitare gli enormi
costi delle relative partite di giro);
3 - inasprimento delle aliquote sui redditi professionali e sulle rendite;
4 - abbattimento delle aliquote per donazioni e contributi a fondazioni scientifiche e culturali riconosciute, allo scopo di sollecitare l'autofinanziamento premiando il reinvestimento del profitto;
5 - alleggerimento delle aliquote sui fondi aziendali destinati a riserve, ammotamenti,
investimenti e garanzie, per sollecitare l'autofinanziamento delle aziende produttive;
6 - reciprocita' fra Stato e dichiarante nell'obbligo di mutuo acquisto ai valori dichiarati ed
accertati;
b6) abolizione della nominativita' dei titoli azionari per ridare fiato al mercato azionario e
sollecitare meglio l'autofinanziamento delle aziende produttive;
b7) eliminazione delle partite di giro fra aziende di Stato ed istituti finanziari di mano pubblica in sede di giro conti reciprochi che si risolvono - nel gioco degli interessi - in passivita' inutili dello stesso Stato;
b8) concessione di forti sgravi fiscali ai capitali stranieri per agevolare il ritorno dei capitali
dall'estero
;
b9) costituzione di un fondo nazionale per i servizi sociali (case - ospedali - scuole
- trasporti) da alimentare con:
1 - sovraimposta IVA sui consumi voluttuari (automobili - generi di lusso)
2 - proventi dagli inasprimenti ex b5)4;
3 - finanziamenti e prestiti esteri su programma di spesa;
4 - stanziamenti appositi di bilancio per investimenti;
5 - diminuzione della spesa corrente per parziale pagamento di stipendi statali superiori a
L. 7.000.000 annui con speciali buoni del Tesoro al 9% non commerciabili per due anni.
Tale fondo va destinato a finanziare un programma biennale di spesa per almeno 10.000
miliardi. Le riforme di struttura relative vanno rinviate a dopo che sia stata assicurata la
disponibilita' dei fabbricati, essendo ridicolo riformare le gestioni in assenza di validi
strumenti (si ricordino i guasti della riforma sanitaria di alcuni anni or sono che si risolvette
nella creazione di 36.000 nuovi posti di consigliere di amministrazione e nella correlativa
lottizzazione partitica in luogo di creare altri posti letto)
Per quanto concerne la realizzabilita' del piano edilizio in presenza della caotica
legislazione esistente, sara'necessaria una legge che imponga alle Regioni programmi
urgenti straordinari con termini brevissimi surrogabili dall'intervento diretto dello Stato; per quanto si riferisce in particolare all'edilizia abitativa, il ricorso al sistema dei comprensori obbligatori sul modello svedese ed al sistema francese dei mutui individuali agevolati sembra il metodo migliore per rilanciare questo settore che e' da considerare il volano della ripresa economica;
b10) aumentare la redditivita' del risparmio postale elevando il tasso al 7%;
b11) concedere incentivi prioritari ai settori:
I - turistico
II - trasporti marittimi
III - agricolo specializzato (primizie zootecnia)
IV - energetico convenzionale e futuribile (nucleare - geotermico - solare)
V - industria chimica fine e metalmeccanica specializzata di trasformazione; in modo da
sollecitare investimenti in settori ad alto tasso di mano d'opera ed apportatori di valuta;
b12) sospendere tutte le licenze ed i relativi incentivi per impianti di raffinazione primaria del petrolio e di produzione siderurgica pesante.

c) Pregiudiziale e' che oggi ogni attivita'secondo quanto sub a) e b) trovi protagonista e
gestore un Governo deciso ad essere non gia' autoritario bensi' soltanto autorevole e deciso a fare rispettare le leggi esistenti.

Cosi' e' evidente che le forze dell'ordine possono essere mobilitate per ripulire il paese dai
teppisti ordinari e pseudo politici e dalle relative centrali direttive soltanto alla condizione che la Magistratura li processi e condanni rapidamente inviandoli in carceri ove scontino la pena senza fomentare nuove rivolte o condurre una vita comoda.
Sotto tale profilo, sembra necessario che alle forze di P.S. sia restituita la facolta' di
interrogatorio d'urgenza degli arrestati
in presenza dei reati di eversione e tentata eversione dell'ordinamento, nonche' di violenza e resistenza alle forze dell'ordine, di violazione della  legge sull'ordine pubblico, di sequestro di persona, di rapina a mano armata e di violenza in generale.

d) Altro punto chiave e'l'immediata costituzione di una agenzia per il coordinamento della
stampa locale (da acquisire con operazioni successive nel tempo) e della TV via cavo da
impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese.

E' inoltre opportuno acquisire uno o due periodici da contrapporre a Panorama, Espresso,
Europeo sulla formula viva "Settimanale".

MEDIO E LUNGO TERMINE

Nel presupposto dell'attuazione di un programma a breve termine come sopra definito, rimane da tratteggiare per sommi capi un programma a medio e lungo termine con l'avvertenza che mentre per quanto riguarda i problemi istituzionali e'possibile fin d'ora formulare ipotesi concrete, in materia di interventi economico-sociali, salvo per quel che attiene pochissimi grandi temi, e'necessario rinviare nel tempo l'elencazione di problemi e relativi rimedi.
a) Provvedimenti istituzionali
a1) Ordinnamento Giudiziario
I - unita'del Pubblico Ministero (a norma della Costituzione - articoli 107 e 112 ove il P.M.
e' distinto dai giudici);
II - responsabilita' del Guardasigilli verso il Parlamento sull'operato del P.M. (modifica
costituzionale);
III - istruzione pubblica dei processi nella dialettica fra pubblica accusa e difesa di fronte
ai giudici giudicanti, con abolizione di ogni segreto istruttorio
con i relativi e connessi
pericoli ed eliminando le attuali due fasi di istruzione;
IV - riforma del Consiglio Superiore della Magistratura che deve essere responsabile verso il Parlamento (modifica costituzionale);
V - riforma dell'ordinamento giudiziario per ristabilire criteri di selezione per merito delle
promozioni dei magistrati, imporre limiti di eta' per le funzioni di accusa, separare le
carriere requirente e giudicante, ridurre a giudicante la funzione pretorile;

VI - esperimento di elezione di magistrati (Costit. art. 106) fra avvocati con 25 anni di
funzioni in possesso di particolari requisiti morali;
a2) Ordinamento del Governo
I - modifica della Costituzione per stabilire che il Presidente del Consiglio e' eletto dalla
Camera all'inizio di ogni legislatura e puo' essere rovesciato soltanto attraverso le elezioni
del successore;
II - modifica della Costituzione per stabilire che i Ministri perdono la qualita'
di parlamentari;
III - revisione della legge sulla contabilita' dello Stato e di quella sul bilancio dello Stato
(per modificarne la natura da competenza in cassa);
IV - revisione della legge sulla finanza locale per stabilire - previo consolidamentodel debito attuale degli enti locali da riassorbire in 50 anni - che Regioni e Comuni possono spendere al di la' delle sovvenzioni statali soltanto i proventi di emissioni di obbligazioni di scopo (esenti da imposte e detraibili) e cioe'relative ad opere pubbliche da finanziare, secondo il modello USA. Altrimenti il concetto di autonomia diviene di sola liberta' di spesa basata sui  debiti;
V - riforma della legge comunale e provinciale per sopprimere le provincie e ridefinire i
i compiti dei Comuni dettando nuove norme sui controlli finanziari;
a3) Ordinamento del Parlamento
I - nuove leggi elettorali, per la Camera, di tipo misto (uninominale e proporzionale secondo
il modello tedesco) riducendo il numero dei deputati a 450 e, per il Senato, di
rappresentanza di secondo grado, regionale, degli interessi economici, sociali e culturali,
diminuendo a 250 il numero dei senatori ed elevando da 5 a 25 quello dei senatori a vita di
nomina presidenziale, con aumento delle categorie relative (ex parlamentari - ex magistrati
- ex funzionari e imprenditori pubblici - ex militari ecc.);

II - modifica della Costituzione per dare alla Camera preminenza politica (nomina del Primo Ministro) ed alla Senato preponderanza economica (esame del bilancio);
III - stabilire norme per effettuare in uno setesso giorno ogni 4 anni le elezioni nazionali,
regionali e comunali (modifica costituzionale);
IV - stabilire che i decreti-legge sono inemendabili;
a4) Ordinamento di altri organi istituzionali
I - Corte Costituzionale: sancire l'incompatibilita' successiva dei giudici a cariche elettive
in enti pubblici; sancire il divieto di sentenze cosiddette attive (che trasformano la Corte in
organo legislativo di fatto);
II - Presidente della Repubblica: ridurre a 5 anni il mandato, sancire l'ineleggibilita' ed
eliminare il semestre bianco
(modifica costituzionale);
III - Regioni: modifica della Costituzione per ridurre il numero e determinarne i confini
secondo criteri geoeconomici piu' che storici. Provvedimenti economico sociali.

b1) Nuova legislazione antiurbanesimo subordinando il diritto di residenza alla dimostrazione
di possedere un posto di lavoro e un reddito sufficiente (per evitare che saltino le finanze dei grandi Comuni);
b2) Nuova legslazione urbanistica favorendo le citta' satelliti e trasformando la scienza
urbanistica da edilizia in scienza dei trasporti veloci suburbani;
b3) nuova legislazione sulla stampa in senso protettivo della dignita' del cittadino (sul
modello inglese) e stabilendo l'obbligo di pubblicare ogni anno i bilanci nonche' le retribuzioni dei giornalisti;
b4) unificazione di tutti gli istituti ed enti previdenziali ed assistenziali in un unico ente di
sicurezza sociale da gestire con formule di tipo assicurativo
allo scopo di ridurre i costi
attuali;
b5) disciplinare e moralizzare il settore pensionistico stabilendo: il divieto del pagamento di
pensioni prima dei 60 anni salvo casi di riconosciuta inabilita'; il controllo rigido sulle pensioni di invalidita'; l'eliminazione del fenomeno del cumulo di piu' pensioni;
b6) dare attuazione agli articoli 39 e 40 della Costituzione regolando la vita dei sindacati
limitando il diritto di sciopero nel senso di:
I - introdurre l'obbligo di preavviso dopo aver espedito il concordato;
II - escludere i servizi pubblici essenziali (trasporti; dogane; ospedali e cliniche; imposte;
pubbliche amministrazioni in genere) ovvero garantirne il corretto svolgimento;
III - limitare il diritto di sciopero alle causali economiche ed assicurare comunque la liberta' di lavoro;
b7) nuova legislazione sulla partecipazione dei lavoratori alla proprieta' azionaria delle
imprese e sulla gestione (modello tedesco);
b8) nuova legislazione sull'assetto del territorio (ecologia, difesa del suolo, disciplina delle
acque, rimboscamento, insediamenti umani);
b9) legislazione antimonopolio (modello USA);
b10) nuova legislazione bancaria (modello francese);
b11) riforma della scuola (selezione meritocratica - borse di studio ai non abbienti - scuole di Stato normale e politecnica sul modello francese);
b12) riforma ospedaliera e sanitaria sul modello tedesco.

c) Stampa - Abolire tutte le provvidenze agevolative dirette a sanare bilanci deficitari con onere del pubblico erario ed abolire il monopolio RAI-TV.


* fu redatto da Licio Gelli nel 1972 insieme a Rodolfo Pacciardi su invito di Giovanni Leone, allora presidente della Repubblica, come racconta lui stesso in questa intervista al "Fatto Quotidiano" di un mese fa.

martedì 17 giugno 2014

Quando c'era Berlinguer

"Quando c'era Berlinguer" di Walter Velroni. Documentario, Italia 2014 ★★★½
Mi ero ripromesso di separare il giudizio sulla pellicola di Veltroni da quello sulla canonizzazione di Berlinguer (la beatificazione coram populo era già avvenuta ai suoi funerali in Piazza San Giovanni a Roma il 13 giugno del 1984), che aveva avuto luogo in occasione della presentazione ufficiale del film alla presenza della sedicente intellighenzia luogocomunista avvenuta sempre nella capitale nel marzo scorso e dal giudizio politico sull'ultimo vero, nonché giù carismatico, segretario di un PCI che, anche a parere dei vari intervistati, di fatto scomparve con la sua morte. Mi ero altresì impegnato a non cedere alla tentazione di andare a vedere il film in sala ma di attendere che venisse trasmesso da SKY, che l'ha comprodotto, dato che sono abbonato e ho quindi contribuito al suo finanziamento. E devo concordare con quanto scrisse Andrea Scanzi alla sua uscita, ossia che Veltroni è certamente più convincente come regista che come politico: il ritratto che ne fa non eccede in buonismo, come ci si potrebbe aspettare né cade nell'agiografia; è affettuoso, ricostruisce con buona cura la personalità e la storia umana e politica di Enrico Berlinguer, collocandone la figura negli eventi della seconda metà dello scorso secolo. Dopo un agghiacciante prologo costituito da una serie di brevi interviste a giovani di oggi sul personaggio in questione, di cui ben pochi conoscono l'esistenza e il ruolo, il documentario si apre con una suggestiva sequenza in bianco e nero sulla Piazza San Giovanni di oggi, su cui svolazzano fogli de l'Unità di ieri, cui si sovrappongono le immagini del gigantesco corteo che accompagnò il feretro di Berlinguer giusto trent'anni fa, e prosegue con il racconto di Veltroni stesso che sottotitola le immagini e gli spezzoni d'epoca, intervallati da interviste a personaggi che l'avevano conosciuto o gli erano stati vicini, dalla figlia Bianca a Emanuele Macaluso, da Eugenio Scalfari, avvolto in una improbabile camicia alla coreana dai colori sgargianti ad Aldo Tortorella, dall'ex caposcorta che visse con lui per 15 anni all'operaio che fu con lui a Padova durante il giorno dell'ictus che lo colpì, da Claudio Signorile ad Alberto Franceschini, fondatore delle BR, a Napolitano, il più filocraxiano e antiberlingueriano dei dirigenti dell'ex PCI che, per colmo dell'ipocrisia, non ci risparmia la lacrima, all'illuminato e indispensabile parere del rapper con la zeppola, Jovanotti, eletto a intellettuale (indicativo che la maggior parte delle interviste a questi testimoni avviene in una di quelle tipiche terrazza romane evocate da "La grande bellezza" da cui Berlinguer si teneva accuratamente a distanza). Certo, la ricostruzione è di parte: così  la vittoria al referendum sul divorzio del maggio 1974, che aprì la breve stagione dei trionfi elettorali della sinistra italiana, viene spacciata per opera sua e del suo partito, mentre chi c'era si ricorda della fatica improba che fu convincere i dirigenti del "partitone" a impegnarsi nella campagna per il no (decisivi furono il "destro" Amendola e Giancarlo Pajetta), così come si liquida la nascita del movimento del '77 come reazione delusa al monocolore DC che seguì il maggiore successo elettorale nella storia del PCI, nel 1976, invece di portare quest'ultimo direttamente al governo, il che è comprensibile da parte di un uomo che apparteneva già ai tempi all'apparato del partito per diventare segretario della formazione che gli succedette; ciò non toglie che il documentario sia ben girato, il commento musicale, quando c'è, appropriato, il racconto fluido, belle le immagini. Non so quanto questo film possa parlare a un giovane di questo inizio millennio, sicuramente a chi era giovane negli anni Sessanta e Settanta ricorda quanto questo Paese fosse anche antropologicamente diverso da quello che è diventato dai tanto decantati e invece fatali anni Ottanta in poi. Mi sento di consigliarlo sia come documento sia come uno stimolo a riflettere su come ci siamo ridotti a chi ai tempi di Berlinguer c'era.