"Una storia" di Anna Foglietta. Con Guido Caprino, Alba Rohrwacher, Caterina Casini, Elio De Capitani, Giuseppe Pistillo e altri. Italia 2026 ★★★★+
Attendevo con curiosità e fiducia l'uscita in sala dell'esordio alla regìa di Anna Foglietta, che ho sempre apprezzato come attrice e che considero una donna intelligente e dalle idee molto chiare: presentato nella sezione Orizzonti all'ultima Mostra del Cinema di Venezia, Una storia ha ampiamente soddisfatto le mie aspettative, rivelandosi uno dei migliori film italiani usciti nell'ultimo anno. Scandito dallo scorrere delle stagioni, è il racconto di "un anno di merda" trascorso da una coppia sui 45 anni: Erika (Alba Rohrwacher), cassiera in un discount, e Mauro (Guido Carpino), elettricista che lavora alle dipendenze del burbero e anaffettivo padre, Marcello (un grande Elio De Capitani che completa il tris d'assi degli interpreti principali) che vede andare in crisi una coppia consolidata, che vive nelle proprie abitudinarie certezze, nel momento in cui la figlia, Irene, si allontana dal "nido" andando a vivere in uno studentato per frequentare l'università. E' soprattutto Erika a cominciare a sentirsi svuotata, non più necessaria, privata della sua mansione, non più rassicurata dalle spalle apparentemente larghe del marito, abituato ad "aggiustare" con il suo pragmatismo, nel lavoro come nella quotidianità, i problemi che si presentano man mano. Erika continua ad accudire e frequentare non solo la madre, ma anche Marcello, il suocero, con cui Mauro è entrato in conflitto, rompendo di fatto i rapporti, dopo che il padre, nel suo egoismo, ha venduto a terzi e senza consultarlo, la ditta in cui lavoravano entrambi. Mauro s'accorge della crisi della moglie, le lascia gli spazi di cui lei gli fa capire di aver bisogno, ma davanti al senso di inutilità e di mancanza di senso delle cose che fa rinfacciatagli da lei, non può che risponderle che nessuno le ha chiesto di farle. Ma anche lui è in conflitto col proprio ruolo, si accorge che con il padre non ha mai veramente parlato, soprattutto da quando era morta sua madre, evitando il confronto così come ha sempre evitato, per paura, i conflitti, ed è in questo questo che, alla chiusura dell'anno di merda, si traduce il commovente chiarimento tra i due coniugi, un dialogo ammirevole per lucidità e realismo, reso con primi piani alternati, che trovano il modo di capirsi e di andare avanti. Una storia esemplare per quanto è normale, raccontata con stile essenziale, che Anna Foglietta ha avuto l'accortezza di non ambientare in un ambiente urbano, a Roma in zona Ozpetek (ossia Gazometro o Pigneto), "miracolosamente privo di cadute melodrammatiche e di concitazioni mucciniane", come ha causticamente quanto opportunamente osservato il mio vate cinematografico, G.M. Pellizzari, uscendo dunque dalla comfort zone di tanto cinema italiota, ma in un'anonimo centro di un'altrettanto anonima provincia italiana. Una storia qualunque, sì, però autentica, non uno psicodramma di intellettualoidi borghesi o una commediola alle vongole, ma una vicenda umana, che racconta una crisi di ruolo da cui passano non solo le coppie ma qualsiasi persona vera e non degli scontati stereotipi, sempre, eternamente uguali a sé stessi. Scritto dalla stessa Anna Foglietta assieme a Tania Petroni e Matteo Ferri, Una storia convince non solo per la sua sincerità e asciuttezza ma perché è credibile e pure ben girato e interpretato in maniera eccellente. Brava.
