"Le Aquile della Repubblica" (Eagles of the Republic) di Tarik Saleh. Con Fares Fares, Lina Khoudri, Zineb Triki, Amr Waked, Ahmed Khayri e altri. Svezia, Francia 2025 ★★★
Appena uscito con oltre un anno di ritardo sulla presentazione al Festival di Cannes 2025, sono subito corso a vedere l'ultimo lavoro di Tarik Saleh, regista svedese di origini egiziane, che avevo ammirato nei precedenti Omicidio al Cairo e La cospirazione del Cairo: questo Le Aquile della Repubblica, che completa una sorta di trilogia che ha per protagonista la capitale egiziana (e lo scopo dichiarato di denunciare la corruzione a ogni livello, in particolare del regime occhiuto, repressivo e violento che opprime il Paese, l'ultimo, quello di Al Sisi, di una lunga serie) non è però all'altezza dei due precedenti. A chiusura di un cerchio, mentre il primo si concentrava sulle forze di polizia, il secondo sul mondo religioso, quest'ultimo film prende di mira direttamente l'entourage del presidente attuale, che vi compare in duplice veste: dal vero in filmati ufficiali, e per interposta persona, ossia George El Nabawi, il "Faraone", la stella più brillante del cinema nazionale, che vede anche in questa occasione come protagonista Fares Fares, che si trova costretto a interpretare Abdel Fatah al-Sisi in un film celebrativo, che ne narra le eroiche gesta nel periodo precedente al suo insediamento con il colpo di stato del luglio 2013, quando depose il presidente legittimo al Morsi: il generale era allora comandante delle Forze armate e al contempo ministro della Difesa, e aveva già fatto capire al presidente in carica che il giuramento di fedeltà al Paese e alla sua Costituzione non avrebbe significato che comprendesse per forza la sua persona. Personaggio vacuo, copto e non musulmano, capriccioso, sostanzialmente amorale, un mentitore seriale e professionale, George vive da separato con una coetanea di suo figlio, aspirante attrice, e può permetterselo grazie alla sua fama e alla sua ricchezza, ma è facilmente ricattabile, e viene costretto ad accettare la parte da qualcuno prossimo alle alte sfere, che minaccia la vita del figlio, benché l'attore fisicamente sia l'esatto contrario del presidente: più alto di una testa, magro e dalla capigliatura folta, il tutto basato su un copione grottesco imposto dall'alto al regista, a sua volta, sotto ricatto, il che dà adito anche a un film-nel film che scorre parallelo all'intorbidirsi della vicenda, la quale si arricchisce di complotti a diversi livelli e trappole che scattano inesorabili con l'intricarsi della vicenda "extra-set", e diventa realmente pericolosa per il malcapitato quando questo è così avventato da diventare l'amante della bella moglie del ministro della Difesa. A differenza dei film precedenti, non manca l'aspetto farsesco: George viene rappresentato sostanzialmente come uno che vive fuori dal mondo, recitando costantemente una parte, che involontariamente si trova immischiato in una trama che non capisce, e che francamente non è di facile comprensione nemmeno per lo spettatore, a cui tocca seguire intrighi e tradimenti reciproci tre le Aquile della Repubblica che, almeno in teoria, ne dovrebbero essere i difensori, e culmina con una improvvisa sparatoria che ricorda nella dinamica l'attentato che costò la vita ad Anwar al-Sadat, terzo presidente della Repubblica, il 6 ottobre del 1981 (gli succedette Hosni Mubarak, di berlusconiana memoria), la scena più spettacolare e inaspettata del film, che si avvia a una conclusione stanca e abbastanza piatta. Insomma: d'accordo con i chiari intenti di denuncia (va da sé che il Tarik Saleh non ha girato il film in Turchia e al Cairo non ci abbia messo piede), meno su come in questa occasione sia stata esplicitata nella vicenda, troppo ingarbugliata e che, per la cotê in parte comica della sceneggiatura, manca della tensione delle pellicole precedenti. Alla fine comunque il risultato è accettabile, in considerazione dell'offerta in sala di questo periodo. Bravi gli interpreti principali, in particolare Fares Fares e Zineb Triki, l'amante non convivente, con cui il "Faraone" avvia una relazione quanto mai pericolosa...
