martedì 23 febbraio 2016

Il caso Spoltlight

"Il caso Spoltlight" (Spotlight) di Tom McCarthy. Con Michael Keaton, Rachel McAdams, Mark Ruffalo, Liev Schreiber, John Slattery, Stanley Tucci, Brian d'Arcy James, Billy Crudup, Jamey Sheridan, Neal Huff, Paul Guilfoyle e altri. USA 2015 ★★★★★
Quando si incontrano il mondo del cinema ai suoi massimi livelli (sceneggiatori all'altezza, un cast scelto con estrema aderenza ai ruoli e degli interpreti pienamente credibili e in stato di grazia, una regia attenta e cronometrica, dei produttori coraggiosi) e una storia vera di giornalismo militante, ecco che il risultato di altissima qualità e intensità è garantito, l'impegno civile per una volta è assolto e il film diventa di quelli destinati a durare nel tempo perché sempre attuali e allora ben vengano gli Oscar a premiarne autori e collaboratori a tutti i livelli. Con l'avvento di internet il "Boston Globe" è in calo di vendite, e nel 2001 il nuovo direttore, Marty Baron, di origini ebraiche e giunto da Miami, quindi estraneo ai "giri" della città, decide di tonificarlo assegnando al gruppo di Spotlight, la "squadra investigativa" che lavora pressoché in segreto e appartata rispetto al corpo redazionale, composta da tre segugi agli ordini dell'esperto Walter Robinson (un immenso Michael Keaton, che dopo Birdman conferma di essere uno dei migliori attori in circolazione), il compito di indagare sugli abusi sessuali sui minori compiuti da sacerdoti dell'Arcidiocesi di Boston, una delle città statunutensi a maggiore percentuale di cattolici, sistematicamente coperti dalle massime autorità ecclesiastiche che hanno fatto di tutto per insabbiare i casi, da una parte spostando i responsabili da una parrocchia all'altra o mettendoli temporaneamente in malattia, dall'altra ingaggiando avvocati senza scrupoli per concludere accordi extragiudiziali con risarcimenti del danno ridicoli per assicurarsi il silenzio delle vittime. Nel corso delle indagini, i reporter di Spotlight, con l'aiuto di uno stravagante e burbero avvocato di origine armena, interpretato in modo superbo da Stanley Tucci, scoprono che i sacerdoti coinvolti non sono soltanto sei come sembravano all'inizio, ma novanta nella sola arcidiocesi di Boston di cui ne identificheranno con nome e cognome una settantina nonostante si scontrino con un muro di gomma eretto a vari livelli, un vero e proprio "sistema", non ultimo quello all'interno del giornale stesso, dove c' è chi ha contribuito scientemente a far stendere un velo pietoso sulla pederastia di parte del clero, e chi ha sottovalutato, per colpevole superficialità, la gravità dei fatti e il coinvolgimento consapevole e attivo della massima autorità ecclesiastica, il cardinale e arcivescovo Bernard Francis Law: lo ammetterà amaramente lo stesso responsabile di "Spotlight", caporedattore della cronaca locale ai tempi delle prima denunce sui casi di abusi, a metà degli anni Ottanta. La pellicola è centrata, a mio parere opportunanente, su quanto avviene all'interno del giornale, svelando in maniera precisa le dinamiche interne di un ambiente in cui vigono logiche particolari, e che sono sono simili in ogni parte del mondo, compresa l'Italia, dove però rimane pressoché estranea, da troppi anni a questa parte, la dimensione dell'autentico giornalismo d'inchiesta, salvo le debite e meritorie eccezioni. Il risultato è un film da vedere e che riconcilia col cinema USA. P.S.: il cardinale Bernard F. Law, dopo essere stato costretto alle dimissioni in seguito allo scandalo, nel 2004 venne "promosso" dal Giovanni Paolo II, nel frattempo beatificato da Santa Romana Chiesa, ad arciprete di Santa Maria Maggiore a Roma, incarico che esercitò fino al 2011. 

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