Mercato unico; pensiero unico; partito unico; moneta unica; stagione unica; classe unica; sesso unico; taglia unica; senso unico; amministratore unico; girone unico; occasione unica; evento unico; binario unico; modello unico; pezzo unico; sportello unico; testo unico; albo unico; gestione unica; atto unico; piatto unico; comitato unico; ciclo unico; contratto unico; numero unico; pezzo unico; coglione unico; figlio unico; biglietto unico; colore unico; spettacolo unico; colore unico; gestore unico; gusto unico; dimensione unica
Dito unico
Sempre nel mio cuore. Con il quale sono a Lisbona questa sera. Io non ne riconosco più altri, di 25 aprile. Non posso condividerne la ricorrenza con chi se ne è appropriato, con la pretesa di averne l'esclusiva, e manipolandone pervicacemente il senso. Non con le miserabili autorità che rappresentano da par loro questo Stato indecente e senza memoria e che non perdono l'occasione per tirare la volata elettorale, peraltro europea, a un governo buffonesco e di contrabbando. Ci vorrebbe Otelo. Un saluto, comandante!
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| Pivovar "Regent" |
Třeboň (Wittingau), Boemia meridionale - Gioia per gli occhi, perché si trova nel centro storico perfettamente conservato di una deliziosa cittadina circondata da stagni e ruscelli, il birrificio Regent, uno dei più antichi al mondo, fondato nel 1379 e tuttora in piena e felice attività, e una gioia per il palato la sua produzione, che si può degustare direttamente in sede, negli spaziosi locali sotterranei ricavati in fianco alle cantine, oltre che nelle innumerevoli pivnice del circondario. Non solo birra: c'è anche un bellissimo castello, trasformato in residenza in stile rinascimentale fra il 1565 e il 1575 da Vilém Rozmberk, sede del suo archivio e delle sue notevoli collezioni, una splendida piazza anch'essa rinascimentale, un nucleo storico pressoché intatto, una fervente attività di pesca (carpe, lucci, anguille e trote in particolare) ed è anche un centro termale famoso per i trattamenti con la torba, di cui la zona abbonda. Ma tutto questo è secondario davanti all'emozione che si prova davanti a una fresca, spumeggiante "Regent", *bionda o scura che sia!
*A questo proposito, da uno studio statistico condotto empiricamente in loco, ho avuto la conferma che se gli uomini preferiscono le bionde, le donne, inaspettatamente, hanno una netta predilezione per le brune!

Qualche tempo fa un mio amico argentino, di origine italiana come una buona metà degli abitanti di quel Paese obiettava, alla mia osservazione sulla comune origine di fondo delle rispettive situazioni sociopolitiche, tra il tragico e il grottesco, che di italiano tra gli argentini è rimasto soltanto il cognome, e anche di ciò spesso i titolari non hanno coscienza: in sostanza, che ogni Paese è artefice delle proprie disgrazie, e di quelle di laggiù l'homo argentinus, come è venuto a determinarsi dalla sostanziale fusione tra italiani, spagnoli e criollos, pure essi di origine iberica, con altri innesti qua e là meno importanti. Ripensandoci, aveva in gran parte ragione: è un fenomeno, quello della perdita delle radici, comune a Paesi di nuova formazione, come USA, Canada, Australia, Brasile, Australia, laddove non sia sopravvissuta, come in Messico, nell'America Centrale o nei Paesi andini di quella meridionale, una civiltà preesistente e in molti campi più sviluppata di quella portata dai conquistadores europei e di seguito dalle ondate immigratorie provenienti dal Vecchio Continente. Da tenere presente anche un altro fattore che ha fatto loro dimenticare presto le proprie radici: lo scarso livello culturale dell'immigrato medio, che non era certo disposto alla riconoscenza alla patria d'origine che lo aveva il più delle volte costretto ad andarsene a cercare fortuna altrove, il tutto combinato con la necessità della nuova patria di integrarli in fretta e di creare uno spirito e una cultura "autonome", che nascevano dal nulla e In sostanza posticci, portando quasi sempre a uno spirito nazionalista esasperato (secondo il detto che la patria non è quella in cui si nasce ma quella che si sceglie: la stessa differenza che intercorre tra famigliari e amici). Quanto di più tipicamente "americano", e in questo Argentina, Brasile e Cile somigliano certo di più agli USA che non all'Europa. Io mi ritrovo in questi giorni a fare un percorso inverso, in viaggio dall'Austria alla Baviera meridionale e da lì in Boemia, nell'attuale Repubblica Ceca, con il pretesto di cercare la casa dove aveva vissuto per oltre trecento anni (documentati) la famiglia della mia bisnonna materna, quella che fu una vera figura di "matriarca", morta nel 1975 a 99 anni, tipici "tedeschi dei Sudeti", stabilitisi qui provenienti in buona parte dalla Sassonia all'inizio del '600. L'ho individuata subito, a Prachatitz/Prachatice, purtroppo restaurata e ammodernata in modo discutibile, ma tant'è. Quel che mi fa riflettere è come da queste parti, come nelle "krajine" dell'aria balcanica e tipicamente nell'ex Jugoslavia, etnie, religioni, origini e storie diverse si siano intrecciate instancabilmente e abbiano in sostanza convissuto per almeno un migliaio d'anni, spesso entrando in contrasto ma il più delle volte sovrapponendosi, fino a fondersi. Un esempio plastico lo si vede nelle due foto che pubblico. Quella in alto della piazza centrale (del Mercato) di Prachatice, quella sotto di quella spettacolare di Telč (già in Moravia), non a caso dichiarata Patrimonio dell'Umanità, con una sfilata di case rinascimentali fatte costruire da Zachariaš, il signore locale, sulle rovine di quelle gotiche bruciate in un devastante incendio nel 1530; questa e quella opera in gran parte di architetti e artigiani italiani. Si parla di 500 anni fa, e gli interscambi avvenivano anche all'inverso: basti pensare ai cristalli di Boemia, o al fatto che Kopernico era polacco, per rimanere in zona. E c'erano confini da attraversare, gabelle da pagare, pericoli, guerre. Oggi abbiamo l'UE , Schengen, ma l'Europa non c'è, perché sta scomparendo la sua anima, che è poi la sua cultura, variegata, conflittuale e per questo fruttuosa, ricca, rigogliosa e stimolante, sostituita dall'appiattimento a quella di importazione americana, in definitiva una non cultura, o monocoltura del consumo e misurata soltanto sul denaro, come ben sappiamo, salvo lamentarci delle conseguenze dei nostri stessi atti. Od omissioni. In pratica, abbiamo inventato una cervellotica e invadente struttura burocratico-finanziaria-politica per diventare uguali agli americani, in senso lato (comprendendo anche argentini, brasiliani, cileni e canadesi di cui sopra) e yankee in particolare come se non ci bastasse esserne servi. Qui, poco oltre l'ex Cortina di Ferro qualche traccia di vecchia Europa è rimasta viva anche nel modo di essere della gente, e per questo sono venuto qui sapendo di trovane e di sentirmi "a casa"; il vero cuore, come sostiene Paolo Rumiz nello splendido "Trans Europa Express", batte ancora più a Est.

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| Sorpresa! |