Non poteva mancare l'adeguata colonna sonora, che anzi è stata la premessa della foto qui sopra.
domenica 16 dicembre 2012
sabato 15 dicembre 2012
La festa appena cominciata è già finita
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| Roma, 2 dicembre 2012: la gioia di Massimo D'Alema per la vittoria di Pierluigi Bersani alle primarie del PD |
giovedì 13 dicembre 2012
Il Busillis
E' con grandissima soddisfazione che stamattina ho letto la notizia dell'assoluzione e proscioglimento perché il fatto non sussiste di Aldo Busi nella causa di diffamazione intentatagli da Miriam Bartolini alias Veronica Lario, già maritata Berlusconi, per delle opinioni espresse dallo scrittore, uno dei rari intellettuali indipendenti e liberi sopravvissuti in questo Paese, durante un'intervista concessa a Lilli Gruber a "Otto e mezzo". La notizia la dava il Fatto Quotidiano con un articolo dettagliato nell'edizione in edicola oggi, ripreso dal sito on line del Corriere della Sera (che al tribunale di Monza dove ieri si svolgeva il processo si è ben guardato dal mandare anche solo un cronista praticante), mentre non ne fa cenno l'organo ufficiale del PD, Repubblica. Ma guarda un po' che caso! Eppure il giornale scalfariano è al centro della questione, giacché il 31 di gennaio del 2007 il direttore Ezio Mauro decise di mettere in prima pagina, a mo' di editoriale, la lettera con cui la consorte di Silvio Berlusconi chiedeva pubblicamente le scuse di suo marito svelando urbi te orbi le loro magagne di coppia: da quel giorno, dopo 31 anni di onorato servizio, mi sono dimesso da lettore di un giornale ormai diventato semplicemente il controcanto del Circo Barnum berlusconiano e quindi complice, col ruolo di spalla, di quel regime che imperversa ancora oggi. Sempre da quel giorno la compagna Miriam Bartolini in Lario, che già in precedenza era stata accreditata come la "parte buona del berlusconismo", diventò un'icona della asinistra di palazzo e da salotto: imperversava la "Tendenza Veronica". Ricordo perfettamente come ne tesseva le lodi e la voleva "nella sua squadra" l'allora sindaco di Roma Walter Cialtroni, in procinto di diventare il primo segretario del nascente PD: "è open minded, curiosa e ha una grande autonomia intellettuale. Mi sembra una personalità di primissimo piano", andava sviolinando il più grosso imbecille sfornato dal fiorente vivaio dell'ex PCI. Ma è proprio questo che metteva in dubbio Busi nell'intervista incriminata: gli pareva strano che una donna "con un'istruzione piuttosto vasta" come l'attrice abbia mandato una "lettera per una storia di possibili corna o tradimenti o minorenni, eccetera, e non abbia mai detto nulla sul fatto che a casa di Berlusconi c'era un tale Mangano, lo stalliere pluriomicida e mafioso di vaglia, che stava lì e probabilmente aveva preso in braccio i suoi bambini... Allora io mi sarei svegliata, forse vent'anni prima". Una semplice constatazione, prima ancora che un'opinione. Molto meno per il sottile sono andati gli avvocati difensori dello scrittore bresciano nell'udienza di ieri: "Veronica Lario è stata fidanzata e moglie di Berlusconi per 27 anni e accetta in tutto l'uomo, il suo percorso, la sua vita, i costumi. Se taci su tutto per 27 anni significa che tutto ti è andato sempre bene. Questa è una valutazione, una critica, un'opinione personale". Aggiungo che se ci ha fatto insieme tre figli non è stato un incidente di percorso, e che se una donna nel possesso delle sue facoltà mentali va con un noto puttaniere i casi sono due: o è cosciente di quel che fa (e uno potrebbe lecitamente pensare che appartenga alla categoria preferita dal personaggio) o è una sprovveduta, cosa che tendo a escludere considerata la buonuscita milionaria e la quota di mantenimento che è riuscita a farsi sganciare. Non arrivo ad affermare che Veronica Lario sia una mignotta, benché sia convinto che il matrimonio in parecchi casi istituzionalizzi una forma di lenocinio, sicuramente di prostituzione intellettuale (esattamente quella che evocava due anni fa il grande José Mourinho, riferendosi proprio all'informazione manipolata, e non solo nel calcio) è il caso di parlare a proposito della stragrande maggioranza dei giornalisti italiani quando si trattava di difendere non tanto Busi, quanto il diritto di critica (ultimo caso clamoroso quello sulla trattativa Stato-Mafia e il coinvolgimento, nonché gli abusi di potere, dell'attuale presidente della Repubblica). Dove erano? si chiede in un gustoso e puntuale commento all'articolo del "FQ" il lettore Vincenzo Politi, commento molto apprezzato e segnalato dallo stesso Aldo Busi. E' proprio qui che sta il Busillis...
martedì 11 dicembre 2012
Il Carnevale è una cosa seria, le elezioni no
Non uno tra gli esimi direttori di gazzette e radiotelegiornali, editorialisti di chiara fama, fini analisti politici che in questi giorni hanno discettato sulla sfiducia al governo in carica e la conseguente ricandidatura di Berlusconi (per tutti questi Soloni caduti dal pero valga il titolo del pezzo di Marco Travaglio uscito sull'edizione di ieri del Fatto Quotidiano, "I finti Monti") hanno notato che le due mosse, sorprendenti soltanto per degli sprovveduti o per gentaglia in malafede, hanno come conseguenza un fatto inaudito nella storia della Repubblica e perciò stesso sbalorditivo in un Paese abitudinario e conformista come il nostro: si andrà alle elezioni in pieno inverno. La tradizione del voto in primavera era consolidata al punto di essere entrata a far parte di quella che si suol chiamare la "Costituzione materiale", tanto da essere perfino stabilita per legge per quanto riguarda i referendum popolari, da tenersi inderogabilmente quanto inspiegabilmente tra il 15 aprile e il 15 giugno. Non solo: lo scioglimento anticipato delle camere, seppure solo di qualche mese sulla scadenza naturale, fa sì che in ogni caso la campagna elettorale si terrà in gran parte nel periodo di Carnevale, il che denota finalmente coerenza con l'anima cialtrona e buffonesca di questa altrimenti tristissima Terra dei Cachi e permetterà ai vari protagonisti della farsa elettorale (che come volevasi dimostrare si terrà con la stessa indecente legge ideata dallo scarsamente onorevole Calderoli nell'imminenza della tornata del 2008 e firmata senza fare un plissé dal presidente golpista in carica) di esprimersi al meglio e nel clima e ambiente a loro più congeniale: naturalmente occupando manu militari ogni studio televisivo disponibile, non tralasciando sedi radio e interviste addomesticate nelle redazioni dei maggiori quotidiani. A dimostrazione della straordinarietà dell'evento e del fatto che sia pressoché esclusivamente televisivo, le congetture che stanno prendendo piede sullo slittamento del 63° Festival di Sanremo, cosa mai avvenuta nella storia di questa manifestazione che, per quanto grottesca, esprime fino in fondo il carattere e i tic nazionali ed è inevitabile, quanto a ritualità, come la Pasqua, il Ferragosto, la festa del santo patrono e gli applausi ai funerali. Date più probabili del voto il 17 e il 24 di febbraio, ma la geniale e sottilmente perversa sortita dell'orrido pagliaccio brianzolo, che punta anche all'accorpamento delle politiche con le amministrative di Lazio e Lombardia, potrebbe consigliare la data del 10, molto più coerente con la più colossale presa per il culo che si sia pensato di organizzare in Italia: quella dell'Erection Day. Il 12, infatti, è Martedì Grasso.
venerdì 7 dicembre 2012
La grande magia
"La grande magia" di Eduardo De Filippo. Regia Luca De Filippo. Scene e costumi Raimonda Gaetani, luci Stefano Stacchini. Con Luca De Filippo, Massimo De Matteo, Nicola Di Pinto e Carolina Rosi con Giovanni Allocca, Carmen Annibale, Gianni Cannavacciuolo, Alessandra D’Ambrosio, Antonio D’Avino, Paola Fulciniti, Lydia Giordano, Daniele Marino, Giulia Pica. Produzione Teatro Stabile dell’Umbria, Elledieffe, La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo.
Mah! Forse non ero nella migliore disposizione d'animo per assistere a questa commedia, in un allestimento di rara noia: mi sono addormentato durante il primo, prolisso, atto e uscito di sala alla fine del secondo. Recitazione banale e irritante, birignao imperante e insopportabile l'unico attore serio, De FIliippo, non mi pare in grado di reggere l'intero baracca. Il nome di suo padre non è che sia garanzia di capolavori. Anzi. Un'edizione particolarmente malriuscita di uno spettacolo non tra i più geniali dell'autore napoletano, che ha avuto ieri sera il pubblico che si meritava: mezza sala vuota, in progress. Non ne valeva la pena: una grande cagata, altro che magìa.
domenica 2 dicembre 2012
Pane Benedetto. XVI
Siamo dalle parti di Marktl am Inn, luogo di nascita di Joseph Ratzinger, nella cattolicissima Baviera e oggi è la Prima domenica d'Avvento. Grandi feste e apertura dei mercatini natalizi in tutto l'Arco Alpino di lingua tedesca. A rendere tutta questa messa in scena sopportabile, nelle birrerie è arrivata la "bock" natalizia. Prosit!
sabato 1 dicembre 2012
Una lacrima sul viso. Comunistiana
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