"Hokage - Ombra di fuoco" di Shin'ya Tsukamoto. Con Shuri, Ouga Tsukao, Hiroki Kôno, Mirai Moriyama, Gô Rijû, Tatsuri Ohmori e altri. Giappone 2023 ★★★★1/2
Film che chiude una trilogia che Tsukamoto ha dedicato alle devastanti conseguenze della guerra, preceduto da Nobi (2014) e Zan (2018), non ha bisogno di immagini cruente o di lunghe e tormentate spiegazioni e analisi psicologiche dei personaggi, ma si affida unicamente alle immagini, ai suoi riflessi ex post, appunto come "ombre di fuoco", negli sguardi degli interpreti e nei dettagli, specie in interni, in cui si svolge la vicenda. Che sono quelli di un piccolo ristorante di famiglia, situato vicino a un affollato mercato nero, gestito da una giovane vedova costretta, per necessità, a concedere a pagamento anche il suo corpo ai clienti, oltre al saké e ai poveri piatti che riesce a cucinare col poco che rimedia. Un giorno compare nel suo locale un piccolo orfano, il fenomenale Shuri (grande merito al regista saperlo guidare in un'interpretazione memorabile, di assoluta naturalezza) con l'intento di rubacchiare qualcosa, e tra i due si instaura per qualche tempo un legame compensatorio: nel conflitto appena concluso sono morti sia il figlio della donna, sia i genitori del bambino; a loro si aggrega, per qualche giorno, un altro personaggio, un reduce, già insegnante di scuola media, affetto da crisi da sindrome post traumatica così pesanti che, nonostante le buone intenzioni, la precaria convivenza del terzetto risulta impossibile. Proprio nel momento in cui la donna sta affezionandosi al piccolo, quest'ultimo viene "reclutato" da un altro reduce, attivo al mercato nero, più a posto con la testa del primo ma deciso a vendicarsi di un alto ufficiale (uno che subito dopo il conflitto è tornato senza problemi a un'esistenza agiata e senza problemi) a cui vuol fare pagare le colpa di averlo disumanizzato e costretto a compiere azioni che non avrebbe mai fatto e reso in definitiva complice di atrocità che gli rimaranno sulla coscienza per tutta la vita: quest'altro giovane, per sicurezza, aveva affidato proprio al bambino il compito di custodire la pistola con cui voleva realizzare il suo proposito. Ambientato nella locanda la prima parte del film, all'esterno, tra mercato e campagna, la seconda, in cui il soldato e l'orfano vanno a stanare l'ufficiale: in mezzo l'unica immagine, definitiva e più devastante, della guerra appena conclusa, quella di Horishima vista dall'alto, sorvolata e filmata dopo il criminale e vigliacco sganciamento della prima bomba atomica, quella che ha cambiato definitivamente il mondo facendolo diventare vieppiù il carnaio demenziale e fuori controllo gestito dagli eterni guerrafondai sopravvissuti a tutto. A dispetto della gente, di ogni etnia, credo o parte del mondo che le guerre è costretta a combatterle, subirle e pagarle. Pellicola stilisticamente impeccabile, fotografia eccezionale, interpretazioni eccellenti, quella del piccolo Shuri sopra tutte. E da sbattere in faccia ai sostenitori di qualsiasi riarmo.
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