lunedì 6 marzo 2017

A House in Asia / Agrupación Señor Serrano


"A House in Asia" / Agrupación Señor Serrano di Àlex Serrano, Pau Palacios, Ferran Dordal. Con Àlex Serrano, Pau Palacios e Alberto Barberá e la partecipazione del gruppo Country Soul di Santa Maria di Lestizza; voci James Philips e Joe Lewis; scene e luci Alberto Barberá; colonna sonora a cura di Roger Costa Vendrell; project manager barbara Bloin;  creazione video Jordi Soler; modellini in scala Nuria Manzano; costumi Alexandra Laudo. Produzione GREC 2014 festival di Barcelona, Hexagone Scène Nationale Arts et Sciences - Meylan, Festival TNT - Terrassa Noves Tendències, Monty Kultuurfaktorij, La Fabrique du Théâtre - Province de Hinault.
Al Teatro PalaMostre di Udine per CSS Teatro Contatto
Geniale, folgorante, esplosiva (nel vero senso del termine) rappresentazione dei tre performer catalani dell'Agrupación Señor Serrrano in azione sabato sera al PalaMostre di Udine con il loro spettacolo A House in Asia premiato col Leone d'argento per l'innovazione teatrale alla Biennale di Venezia 2015. Il terzetto, tra cui il fondatore del collettivo Àlex Serrano, azionano un apparato scenico costituito da modellini in scala (esposti al pubblico sul palcoscenico per poterli apprezzare a distanza ravvicinata alla fine del breve ma intenso show), proiezione video, regia in presa diretta, attuazione vera e propria: un uomo che, sedendosi in un'immaginario e deserto parcheggio texano vicino a un pick up rosso racconta a tappe il suo passato da Navy Seal: è colui che uccise Geronimo, aka Osama Bin Laden, a conclusione dell'Operazione Neptune Spear nel 2011, esito letale e misterioso della più colossale caccia all'uomo che si ricordi, scatenata da George W. Bush nell'ambito della Guerra al terrorismo dichiarata in seguito agli attentati dell'11 Settembre 2001 e durata per l'appunto dieci anni ma che proseguirà ad libitum finché durerà il delirio di onnipotenza dell'Impero USA con la fase successiva, già in atto, in cui il nemico è l'ISI, creatura peraltro statunitense come il babau precedente. Una caccia che si svolge tra finzione e realtà: le tre case in questione sono la prima quella che lo Sceicco del terrore abitava ad Abbottabad in Pakistan con la sua famiglie e i suoi fedelissimi; la seconda, ricostruita identica, nel North  Carolina dove si esercitavano le squadre dei corpi speciali, e la terza in Giordania, sulle scene del film Zero Dark Thirty diretto da Kathryn Bigelow che avrebbe descritto l'intervento già l'anno successivo; agghiaccianti le affermazioni rigorosamente autentiche che escono dalle bocche di Bush Junior prima Barack poi e, per finire, l'ultimo arrivato tra i cacciatori di balene bianche più immaginarie che vere, e con ogni probabilità create ad arte, Donald Trump. Il tutto al ritmo di una colonna sonora martellante come quello a cui si svolge l'azione, proiettata su un grande schermo su cui, oltre ai sottotitoli in italiano, scorrono anche le immagini di vecchi western con cowboy, apaches e Settimo Cavalleria e dell'inseguimento ossessivo a Moby Dick. Accoglienza entusiastica da parte di un pubblico di tutte le et per un evento teatrale imperdibile: se vi capita a portata di mano, andateci di corsa. 

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