domenica 4 marzo 2018

Omicidio al Cairo

"Omicidio al Cairo" (The Nile Hilton Incident) di Tarik Saleh. Con Fares Fares, Mari Malek, Hania Amar, Yasser Ali Maher, Ahmed Selim, Mohamed Yoursy e altri. Svezia, Danimarca, Germania, Francia 2017 ★★★★+
Gran bel lavoro dello svedese d'origine egiziana Tarik Saleh, autore di multiforme talento, altresì dedito al giornalismo, che in gioventù fu anche uno dei graffitari più noti del suo Paese, regista di un film di denuncia e impegno civile congegnato come un noir dalla struttura classica che si ispira a un fatto realmente accaduto nel 2008: l'omicidio, in un grande albergo a cinque stelle della capitale egiziana, di una famosa cantante libanese legata a un personaggio molto vicino all'allora presidente Hosni Mubarak. Saleh sposta la vicenda tre anni più avanti, nei giorni che precedono quella che è stata l'esplosione della cosiddetta Primavera Araba che ha avuto come fulcro la centralissima Piazza Tahrir del Cairo, incentrandola su un alto ufficiale di polizia, il maggiore e poi colonnello Noureddine, coinvolto come la maggior parte dei suoi colleghi e superiori in un giro di corruzione cresciuto alle spalle dell'economia informale che è la spina dorsale su cui regge il sistema dell'intera megalopoli sul Nilo e dell'intero Paese: protezione (dalle incursioni della stessa polizia) in cambio di mazzette per poter svolgere piccoli commerci di sussistenza. Noureddine, nipote dell'apparentemente bonario comandante del distretto dove opera, è un uomo rimasto presto vedovo di una bella e giovane moglie morta in un incidente stradale, che vive in solitudine in un appartamento abbastanza squallido, tra una birra e un'occhiata alla TV sempre accesa e che rimanda immagini sfuocate di continui notiziari sulle tensioni nel Paese, e gli viene affidato il caso "da trattare con delicatezza", dato che vede coinvolto, ancora non si sa esattamente come, un famoso imprenditore immobiliare nonché parlamentare. Una giovane cameriera sudanese ha però visto qualcosa e Noureddine cerca di rintracciarla nel quartiere-ghetto dove vive assieme ad altri immigrati (al Cairo vengono usati come abitazioni perfino i cimiteri: famosa è la Città dei Morti dove dalla Guerra dei Sei Giorni del 1967 vivono gli allora sfollati dal Sinai e i loro discendenti). Da lì in poi la faccenda si complica, il poliziotto, prima scoraggiato e poi sostenuto dai vertici, si incontra anche con l'imprenditore e politico che era stato scorto dalla cameriera uscire stanza della vittima e scopre un giro di ricatti a sfondo sessuale nonché l'ingerenza degli onnipresenti e onnipotenti servizi segreti egiziani... Il film, che si avvale di una schiera di eccellenti interpreti, a cominciare dal protagonista Saleh Saleh, raggiunge, partendo dal malessere esistenziale di Noureddine, da un lato corrotto e dall'altro ansioso di dare un senso alla sua vita, e sfruttando al meglio i meccanismi del poliziesco, più obiettivi: descrivere la realtà e dall'interno l'ambiente della polizia;  la città per come è e i suoi molteplici contrasti (anche il fatto che ogni Paese ha i suoi "clandestini" e i suoi "terroni", in Egitto i sudanesi e, per altri versi, la consistente minoranza copta e i nubiani); la speculazione edilizia imperante; l'enorme disparità di ricchezze; l'onnipotenza dell'apparato repressivo statale (e qui è inevitabile pensare al caso di Giulio Regeni che trova una sua dimensione); il sottofondo che è stato terreno di coltura della rivolta e della sua successiva repressione; le mille contraddizioni di una città complessa, miserabile e magnifica, incredibilmente suggestiva e attraente. Io l'ho vista e "vissuta" 25 anni fa alloggiando in un piccolo albergo d'epoca frequentato solo da locali in pieno centro, nella città vecchia, e mi è rimasta nel cuore e qui l'ho rivista in certi aspetti identica a come l'avevo nei miei ricordi: ma non sono soltanto la nostalgia e l'emozione a condizionare il mio giudizio perché il film è valido di suo e ricorda il cinema dei Rosi, dei Costa Gavras, dei Petri.

1 commento:

  1. Gran bel film davvero, forte, politico, ben fatto.

    https://vengonofuoridallefottutepareti.wordpress.com/2018/04/09/the-nile-hilton-incident-bello-cattivo/

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