venerdì 30 ottobre 2015

Tutto può accadere a Broadway

"Tutto può accadere a Broadway" (She's Funny That Way) di Peter Bogdanovich. Con Owen Wilson, Imogen Poots, Cathrin Haan, Will Forte, Rhys Ifans, Jennifer Aniston, Lucy Punch, Jennifer Esposito, Deby Mazar, Quentin Tarantino, Cybill Shepard. USA 2014 ★★★★★
Può anche darsi che in questo periodo sia piuttosto generoso nei giudizi, ma non posso esimermi dall'assegnare il massimo dei "miei" voti a questo film che, per quanto mi riguarda, compendia tutto quel che ci si può aspettare dal cinema inteso come divertimento al massimo della sua espressione, e in tutte i suoi aspetti: soggetto, interpreti, ritmo, tempi. Tutto in 90' che, per un maestro come Peter Bogdanovich, bastano e avanzano per farci stare tutto: una storia brillante, una trama che, per quanto convulsa, si snoda senza intoppi con precisione cronometrica, una conclusione perfetta. La vicenda viene evocata in forma di intervista da Izzy detta "Glo" Patterson (Imogen Poots), semplice ragazza di Brooklyn che racconta, nel corso di un'intervista con un'acida reporter di un periodico, di come, per una serie di combinazioni, sia diventata una star di Broadway. Convocata come escort dal famoso regista cinematografico e teatrale Arnold Albertson (Owen Wilson) appena sbarcato dalla California a New York per mettere in scena una commedia che avrà come protagonista la moglie Delta Simmons (Cathrin Haan) e il suo storico partner sulla scena, nonché spasimante, Seth Gilbert (Rhys Ifans), viene gratificata per le sue prestazioni da 30 mila dollari che Arnold le regala a patto che cambi vita per dedicarsi esclusivamente al suo sogno di dedicarsi alla recitazione. Guarda caso il giorno dopo, durante i provini per l'ultima parte da assegnare, quella di una prostituta, gli ricompare davanti proprio Izzy, che farà di tutto per scartare ma che susciterà l'entusiasmo incondizionato di tutto il resto del cast, a cominciare da Delta, per finire con il timido commediografo, il quale la reputa perfetta per il ruolo, che lo obbligano a scritturarla. E' solo l'inizio di una esilarante serie di disvelamenti ed equivoci che si susseguiranno a tambur battente e coinvolgeranno, in uno schema dall'andamento circolare, un'altra serie di personaggi legati ai primi: la psicoterapeuta alcolizzata che si rifugia in una tenuta vinicola in Toscana per una poco convincente cura disintossicante lasciando lo studio e i pazienti, tra i quali un vecchio giudice arrapato e l'oggetto stesso dei suoi desideri, Izzy "Glo", nelle mani improvvide della sostituta, la sua figlia nevrotica nonché fidanzata del commediografo, una Jennifer Aniston convincente come non mai la cui prova merita una sottolineatura; un detective ebreo che si nasconde dietro ai baffi, e altri personaggi di contorno, tra i quali fa la sua comparsa in un cameo finale anche Quentin Tarantino, che chiarisce quanto il film si ispiri a "Fra le tue braccia"di Ernst Lubitch, cui si deve la battuta "Squirrels to the Nuts", che ne è il leit-motiv. La commedia, appartenente al genere screwball (svitata) in massima voga negli anni Trenta e Quaranta, non a caso è stata prodotta grazie all'intervento di Wes Anderson e Noah Baumbach tramite il comune amico Owen Wilson: oltre a rifarsi ai classici dell'epoca e al miglior Woody Allen, ricorda, oltre alla propria produzione precedente, proprio Anderson ma anche e soprattutto il recente e bellissimo Birdman di González Iñarritu, uno dei migliori film della scorsa stagione: questo è allo stesso livello. Vero cinema, un toccasana se volete lasciare alle spalle una giornata storta: perfetto per i giorni dedicati ai defunti! 

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