mercoledì 21 ottobre 2015

The Lobster

"The Lobster" di Yorgos Lanthimos. Con Colin Farrell, Rachel Weisz, Léa Seydoux, Ariane Labed, Jessica Barden, Olivia Colman, Ashleu jensen, Angelici Papoulia, John C. Reillly, Michael Smiley, Ben Winshaw, Roger Ashton-Griffiths, Rosanna Hoult. GR, IR, GB, NL, FR 2015 ★★★★
Un film spiazzante: intanto perché ambientato in un mondo distopico, a cavallo di un passato recente (l'albergo di tipo "termale" nella brughiera, forse scozzese, i vestiti anni Sessanta dei personaggi lì alloggiati) e il presente (le automobili della "città") con alcuni tocchi avveniristici (la forma di alcuni palazzi e il loro colore candido da sanitari) e poi per la vicenda paradossale ma non troppo, raccontata da una voce terza, la protagonista della seconda parte della storia, che lascia inizialmente piuttosto disorientati me rivela, dopo essere stato decantare qualche tempo, un suo perché. In una società pervasa da regole minuziose quanto surreali e invasive, raggiunta la quarantina è vietato essere single: chi, per scelta o per destino, si trova a vivere da solo, viene inviato in un albergo dove ha 45 giorni di tempo per trovare un partner (si ottengono dei giorni extra come bonus qualora si abbattano, con un fucile narcotizzante, dei single che sono riusciti a fuggire dall'insano luogo e vivono nei boschi circostanti, durante delle battute di caccia che vengono organizzate quotidianamente all'uopo); se non vi si riesce, si viene trasformati in un animale a propria scelta (l'unica libertà rimasta): da qui l'aragosta del titolo a prima vista misterioso. Ma non è sufficiente trovare il partner giusto, ché ci si potrebbe anche mettere d'accordo truccando le carte, ma occorre dimostrare di essere veramente compatibili, ed essere fatti l'uno per l'altra anche per quanto riguarda i difetti, di carattere e fisici (lo zoppo con lo zoppo e così via) il tutto superando una serie di prova sempre più ardue: e qui casca l'asino, ossia il protagonista che, giunto al termine del suo soggiorno e sul punto di essere tramutato in aragosta, fugge e va a vivere nel bosco dei single, dove vigono regole opposte ed altrettanto demenziali, ed è vietato non solo accoppiarsi sessualmente ma anche solo flirtare. Naturalmente il protagonista, un bravissimo Colin Farrell, si innamora per davvero, corrisposto, di un'altra ribelle, interpretata da Rachel Weisz (la voce fuori campo), altrettanto convincente, che diventa cieca: riusciranno però a coronare il loro sogno d'amore nonostante tutto, in modo decisamente tranchant, e qui sta la sorpresa finale, che non svelo, e che lascia senza parole, tranne "azz...". Le intenzioni metaforiche di questa fiaba dagli aspetti grotteschi quanto macabri sono in parte evidenti e in parte sotto traccia, da individuare, ma è evidente il riferimento alle catene e all'oppressività delle leggi e convenzioni che regolano qualsiasi "normalità", e quanto questa sia apparente.  E non lo sono di meno quelle che reggono la moderna società "permissiva" e progredita, che ha aspetti totalitari quanto quella illustrata nel film. Il cast, internazionale con prevalenza inglese, è di prestigio e all'altezza; il regista, greco, di cui è questo il primo lavoro che mi è capitato di vedere, anche; il risultato, valido e inquietante. 

1 commento:

  1. Questa mi pare il prequel del film. Ma sono davvero dei films o si tratta di preavvisi sul futuro?

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