martedì 8 settembre 2015

La disfida di burletta


Quella sui migranti è una sfida che vede umani contro bestie, dice uno; un presidente del consiglio che usa la foto di un bambino per la sua campagna elettorale è un verme ribatte l'altro: mentre Angela Merkel apre le frontiere (personalmente la cosa non mi sorprende) e si dice disposta ad accogliere mezzo milione di profughi l'anno (avendo sicuramente già elaborato il sistema per selezionarli nella maniera più efficace e conveniente) candidandosi così al Nobel per la Paceprendendosi la responsabilità di decidere per tutta l'UE (avete voluto una guida credibile? Eccovela e adesso tenetevela!) i dioscuri del mondo politico italiota dimostrano ancora una volta a quale livello si collochi il dibattito nella Terra dei Cachi (e i media tutti a tener loro bordone). Poi qualcuno obietta che la Germania "si lava la coscienza" oppure "se lo può permettere di essere generosa": sta di fatto che se se lo può permettere è perché, anche rispetto ai "migranti" ci ha pensato prima e perché qualcuno, fra cui noialtri, a fare il bello e il cattivo tempo e a dettare, come si usa dire, l'agenda, glielo abbiamo colpevolmente consentito da almeno 25 anni a questa parte, ossia dalla caduta del Muro e dalla riunificazione (o riannessione?) generosamente finanziata dall'intera UE (Gran Bretagna esclusa, naturalmente, ché quelli sono soci a sé e solo quando fa loro comodo). Non che me ne freghi niente, per quel che penso dell'UE, a mio avviso nient'altro che un specchietto per le allodole per far credere ai gonzi che il Continente non sia di fatto un protettorato USA e abbia un proprio margine d'autonomia decisionale, ma tanto per chiarire le responsabilità di ciascuno. I tedeschi i conti con Hitler e il nazismo li hanno fatti, col razzismo anche, o almeno in gran parte (in entrambi i casi guarda caso più a Ovest che a Est), hanno uno Stato (anche sociale) che funziona e un'economia (capitalistica) florida rispetto a quella della concorrenza: noi no. Per incapacità, stupidità e servilismo. Loro hanno la Merkel come cancelliera, che non è certo una cima, e Siegmar Gabriel a capo della SPD, attualmente partner di coalizione della CDU/CSU; noi abbiamo Renzi, Salvini e il convitato di pietra Berlusconi, e quasi la metà degli italiani ancora va in gabina a dare loro il voto, e questo spiega tutto. Tutto il resto è noia, come cantava quello là, e in attesa di trasferirmi in Dalmazia per un po' tornerò a dedicarmi al cinema, ché mi sembra una cosa più seria di queste beghe puerili.

2 commenti:

  1. Sono "puerili" solo riferite ai due gemelli siamesi separati in culla.
    Il tema invece, non mi pare affatto puerile.
    E' difficile parlarne, certo, perché fioccano subito etichette e discriminanti razziste o buoniste da una parte e dall'altra, per cui il tema viene evitato più che affrontato.
    Merkel, cioè la Germania, ha sicuramente un potere che l'Unione Europea nel suo insieme gli ha riconosciuto, non solo l'Italia.
    Qui siamo deboli perché alleviamo cazzari da poi eleggere a politici, ma questo è un problema di educazione e riguarda famiglie e valori educativi, mica scemenze.
    Se oggi Renzi e Salvini son quel che sono, immagina che leaders si candideranno fra altri dieci anni, quando saranno pronti per i partiti quelli cresciuti a madri iperprotettive e azzeramento dialettico ormai ridotto ai 140 caratteri di Twitter.

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