venerdì 10 ottobre 2014

E non c'è niente da pentirsi...


Grande scandalo, alti lai, polemiche a non finire da parte di ben noti sepolcri imbiancati per il tweet con cui ieri Sabina Guzzanti esprimeva polemicamente "Solidarietà a Riina e Bagarella privati di un loro diritto (si riferisce al divieto di partecipare, seppure in video, all'audizione del Capo dello Stato del 28 ottobre nel processo Stato-Mafia che li vede imputati). I traditori nelle istituzioni ci fanno più schifo dei mafiosi". Letto, apprezzato e sottoscritto. Dopo sette ore di bufera mediatica, secondo tweet, in cui l'attrice e regista si corregge e giustamente precisa: "Sono pentita: ogni tanto mi dimentico di vivere in un paese di ipocriti collusi e parlo come se mi rivolgessi a persone libere". Non ho alcun bisogno di andare a vedere "La trattativa", l'ultimo film della Guzzanti, che pure mi sta cordialmente sui coglioni, per solidarizzare con lei e per rivendicare la mia di libertà, di opinione, di trovare personaggi come Napolitano, Berlusconi, Dell'Utri, il fu Andreotti, solo per fare degli esempi, molto, ma molto più ripugnanti dei due mafiosi conclamati di cui sopra. Senza nemmeno il bisogno di avere alcuna prova di una loro collusione e di un tradimento. 

1 commento:

  1. Non si capisce poi perché i due non possano assistere all'audizione video: qual è il timore del Capo dello Stato? Cosa dovrà dire che non vuole sia ascoltato dai 2 mafiosi? O si tratta di "cosa sua"?

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